Un rigore che pesa, la Fiorentina protesta!

C’è sempre un momento, in ogni stagione, in cui il VAR torna protagonista più dei giocatori. Stavolta il palcoscenico è quello di San Siro, dove il Milan batte 2-1 la Fiorentina grazie a un rigore concesso nel finale per un presunto di Parisi su Gimenez.

“Presunto” perché di evidente, in quell’episodio, c’è solo la caduta teatrale del messicano, crollato al suolo come se avesse ricevuto un pugno in pieno volto.

L’arbitro Marinelli, ben posizionato, aveva lasciato correre: nessun fischio, nessuna esitazione. Poi, dal VAR, arriva il richiamo di Abisso e la decisione cambia.

Arbitro al monitor ed è rigore per il Milan. Gimenez ringrazia, i rossoneri ribaltano il risultato e si prendono la vetta della classifica.

Ma la rabbia in casa viola è incontenibile. Il Direttore Sportivo viola, Pradé parla senza mezzi termini: “Rigore scandaloso” mentre  l’allenatore Pioli rincara: “Così invitiamo i giocatori a simulare”.

A questo punto resta da capire se l’intervento del VAR rispondesse davvero ai criteri del “chiaro ed evidente errore” previsti dal protocollo. La dinamica dell’episodio, infatti, lascia spazio a diverse interpretazioni e continua a dividere.

Quel che è certo è che la decisione ha inciso sul risultato finale, consegnando al Milan una vittoria importante e il primo posto in classifica.

La discussione sull’uso della tecnologia, tuttavia, rimane aperta: tra chi ne difende l’applicazione rigorosa e chi chiede maggiore uniformità di giudizio, l’episodio di San Siro si aggiunge a una lunga serie di casi che continuano ad alimentare il dibattito sull’arbitraggio nel calcio italiano.

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