Viaggio tra le difficoltà volute e non del calcio Italico

Non è certo un bel momento per il calcio Italiano, situazioni catastrofiche si stanno verificando in successione, senza risparmiare nessuno, fuori dal mondiale per la seconda volta consecutiva, passerella da “Un giorno in Procura” per i soliti noti, calciatori simbolo o pseudo tali che emigrano attratti dai dollari, rinnovi contrattuali difficili, proposte shock dalla Premier League per accaparrarsi il meglio a suon di sterline, insomma chi ne fa le spese è sempre il calcio italiano, sempre più martoriato ed invendibile all’estero.

Questo calcio ormai si “gioca” più in Procura che sul rettangolo verde, plusvalenze fittizie, bilanci da quadrare a qualunque costo, interrogatori da due ore per i diretti interessati dove i pm indagano sulle “manovre stipendi”, nessuno è escluso, si spazia dai giocatori agli allenatori, poi ci chiediamo perché il nostro calcio una volta invidiato dall’intero pianeta e preso ad esempio non decolla più.

Da quando è stata introdotta la VAR, sembra strano a dirsi, ma le cose sono peggiorate, infatti il mezzo tecnologico, che avrebbe dovuto dare garanzie e quel poco di giustizia, stranamente funziona da fine Agosto, inizio Settembre a Dicembre, poi stranamente come se si spegnesse, come se fosse colpito da un  blackout elettrico, l’audio tra VAR e Arbitro misteriosamente spariscono (Inter-Juventus), falli clamorosi non visti, giusto per citare i più recenti Torino-Inter fallo su Belotti in area, Napoli-Milan fallo su Osimhen in area, tutti misteriosamente ignorati, salvo poi dopo due settimane ascoltare Rocchi che sentenzia l’errore grave dell’Arbitro Massa al VAR, ma viene spontaneo domandarsi, dopo a che serve? Si alimentano solo polemiche ed inutili sospetti tra la gente, diffondendo quella rassegnazione che sfocia nella fatidica frase, “Tanto è già scritto chi deve vincere”, si, perché è questo che pensa la gente.

Fuori dai Mondiali 2022 in Qatar, eliminati da una modesta Macedonia del Nord, cronologicamente già dalla Svizzera e dalla Romania nella fase a gironi, era già successo con la Svezia nel 2018, seconda volta consecutiva con l’aggravante del titolo di Campioni d’Europa, chissà che domande si pongono i diretti interessati, è chissà le risposte che si danno, tutti rigorosamente “attaccati” alle loro poltrone non pensano minimamente di lasciarle, vanno avanti tranquillamente, concedendo quel bis che nessun amante del calcio vuole, colpevolmente ignorata la carenza dei settori giovanili, una corsa allo straniero sfrenata, salvo poi andare a controllare eventuali parentele per italianizzarli con scarsi risultati.

Signori questo non è più calcio, questa è sopravvivenza allo stato puro, questo è lo sfascio totale di una passione a dispetto dei tantissimi tifosi che pagano a caro prezzo la loro fede, ci vorrebbe una inversione di tendenza, già, ci vorrebbe, basta anche una serie di dimissioni a catena per dare più qualità al calcio italiano, più sicurezza e trasparenza, il calcio è bello perché si gioca sul campo, non nelle segrete stanze o sulle poltrone dorate, chissà se un giorno questo messaggio verrà recepito, nel frattempo si va avanti, minestra riscaldata e pedalare, avanti con la prossima competizione e che Dio ce la mandi buona.

Rinnovi contrattuali manco a parlarne, richieste stratosferiche alla faccia della crisi economica mondiale, le richieste non scendono sotto i dieci milioni di euro all’anno, poi mi fanno ridere quando segnano un gol e si baciano la maglia, un vero affronto a chi Ti segue e percorre chilometri per seguire la propria squadra del cuore, procuratori che comandano e dettano condizioni non tenendo conto che molte società sono al collasso, che ormai certi ingaggi non sono più da prendere in considerazione, non si può, ma se loro chiedono è perché c’è chi offre, la Premier è nella testa di molti calciatori, le terre lontane d’oltre oceano che offrono ponti d’oro per le loro prestazioni, il contratto della vita, ecco a cosa mirano, al diavolo la maglia, al diavolo l’età, poco importa, al diavolo l’attaccamento ed il senso di appartenenza, conta solo la tranquillità economica e quella stabilità per vivere in oasi dorate e forse cristalline.

Ci fa piacere segnalare, invece, chi vuole rimanere a dispetto di tutto, di chi vuole dare ancora il Suo apporto, senza se e senza ma, Dries Mertens, fresco Papà di Ciro Romeo, Auguri Dries e Kate, chissà se verrà presa in considerazione questa Sua smania di Napoletanità sempre sbandierata, credo che meriti la riconferma, almeno Lui ha rifiutato i ponti d’oro ed il contratto della vita, Lui il Suo contratto lo ha già, tutte le mattine, affacciandosi sul golfo di Napoli ne scruta le bellezze ed è felicemente innamorato, speriamo che la Sua perseveranza venga presa in considerazione, siamo sicuri che quando al Maradona ascolteremo le note di Go West dei Pet Shop Boys sapremo chi applaudire, il calcio è una cosa serie per tanti, ma non per tutti.

 

Claudio Mellone

 

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