Vigilia Lazio-Napoli, PEC e polemiche fuori luogo!
Nel calcio moderno la comunicazione è parte integrante della gestione di un club, tanto quanto il mercato o la costruzione della rosa. Eppure la recente mossa della società Lazio dimostra come, sotto questo profilo, il club biancoceleste sia lontano dagli standard di un vero top club europeo.
Diffondere un comunicato via social e inviare una PEC alla Serie A per chiedere “rispetto” dagli arbitri, ipotizzando presunti torti subiti in cattiva fede, non è solo una scelta discutibile: è un errore manageriale grave.
La sensazione è che la Lazio abbia scelto la strada più facile, quella dello scaricabarile. Invece di aprire una riflessione seria sui limiti evidenti della rosa, su un mercato bloccato e su decisioni societarie che hanno condotto a una stagione complicata, si preferisce puntare il dito contro la classe arbitrale.
Una narrazione pericolosa, che sembra voler preparare il terreno e mettere pressione sull’arbitro della delicata sfida Lazio-Napoli, piuttosto che tutelare l’immagine del club e del campionato.
Un top club comunica con misura, tutela le istituzioni e difende i propri interessi nelle sedi opportune, senza alimentare sospetti o delegittimare il sistema. Gli errori arbitrali esistono, sono sempre esistiti e continueranno a esistere, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono frutto di valutazioni sbagliate in buona fede, non di complotti o accanimenti mirati. Mettere in dubbio questo principio significa voler alterare gli equilibri e fare pressione non solo sull’AIA, ma anche sulla FIGC e sulla Lega Serie A.
Non a caso la mossa di Claudio Lotito non è stata accolta positivamente dal presidente della Lega, Ezio Simonelli, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo rischino di minare la credibilità del campionato. Un messaggio chiaro: il rispetto per la classe arbitrale è fondamentale, perché gli arbitri svolgono un ruolo delicato e decisivo, spesso sotto una pressione mediatica enorme.
La Lazio dovrebbe interrogarsi su questo. La vera leadership non si esercita alzando la voce o insinuando dubbi, ma assumendosi responsabilità, pianificando meglio e comunicando in modo istituzionale. Continuare su questa linea significa allontanarsi ancora di più dall’idea di club moderno e competitivo che i tifosi meritano.
Serve una visione manageriale più lucida, capace di distinguere tra tutela legittima e vittimismo strategico. Solo così la società potrà recuperare autorevolezza, credibilità e peso politico, evitando di trasformare ogni difficoltà sportiva in una battaglia istituzionale sterile e controproducente. Un cambio di passo è ormai necessario per il futuro della Lazio e del suo ambiente.

