VOCE E POPOLO, VOCE E DIO”

Fino a pochi mesi fa era voce comune dire pieni di speranza:”Nun succere, ma si succere…” ora invece è cambiato il senso:”Ma che sta succerenn”.
È un enigma degno di Joker, è un dilemma che affligge il tifoso del Napoli, unico vero incolpevole di questa situazione, colui che caccia i soldi per i biglietti, le trasferte, i gadget, si strugge dalla passione, rinuncia alla famiglia, alle feste comandate per sostenere una passione che va oltre qualsiasi ostacolo, per tutto ciò merita rispetto, se l’amore non conosce ostacoli, la fede è peggio, immaginate solo per un’istante come devono sentirsi questa gente in questo periodo.
Dai loro discorsi, l’unico che si salva è Aurelio De Laurentiis, che ha fatto tutto quello che gli è stato richiesto, si è finanche defilato, lasciando campo libero a Conte ed al Suo staff, affidandogli una squadra mai così competitiva, “l’armata ideale” che chiunque vorrebbe comandare.
“Non voglio accompagnare il morto”, questa è una frase che rimbomba nella mente del tifoso, il grande Antonio De Curtis, in arte Totò, amava dire in un famoso film: ” Castagna’ noi siamo della CNF, cca nisciune è fess”, la spiegazione è logica, è lampante, è sotto gli occhi di tutti, una frase del genere pesa come un macigno, solo contro tutti, uno spogliatoio che non segue più Conte, reo di aver, secondo i diretti interessati, esagerato nei carichi e metodi di lavoro in allenamento, rendendo deficitari poi le prestazioni, giustamente i tifosi si chiedono, ma i carichi di lavoro c’erano anche prima della partita con l’Inter, perché quella prestazione sfavillante? perché prima e dopo prestazioni stucchevoli ed indecorose?
Si pone l’ennesima questione quando si parla di marketing, immaginate che danno può avere il Napoli da qui a Natale, periodo notoriamente florido per la vendita di maglie e gadget, sono stati fatti sforzi notevoli per risollevare i prodotti Napoli e portarli a livelli alti, grazie all’intraprendenza di Valentina De Laurentiis, così si rischia di brutto, occorre una decisione drastica, via il dente, via il dolore, c’è una sola persona che può farlo, Aurelio De Laurentiis, una persona che spesso è stato tacciato di essere “visionario”, ma che puntualmente ha avuto sempre ragione.
Caro Presidente, tocca a Lei, basta “mal di pancia”, basta isterismi, indossi la Sua maglia, scenda in campo e con un dribbling e magari anche un tackle ricordi a TUTTI che ” Cca nisciune è fess”.
Claudio Mellone
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