Where is Billy Gilmour?

Nel calcio moderno, dove la gestione delle energie è di vitale importanza, sorprende la situazione di Billy Gilmour al Napoli. Il centrocampista scozzese nelle ultime settimane è stato messo ai margini: appena uno spezzone, tra l’altro a risultato già acquisito contro la Cremonese. Un segnale chiaro di quanto, almeno al momento, Gilmour non rappresenti una priorità nelle scelte tecniche dell’allenatore azzurro.
Eppure, la gestione del centrocampo partenopeo solleva più di un interrogativo. Stanislav Lobotka continua a essere un perno imprescindibile, ma il suo utilizzo costante inizia a pesare. Il regista slovacco gioca praticamente sempre, accumulando minuti su minuti, parendo meno lucido e rischiando infortuni.
La domanda è inevitabile: possibile che non ci sia spazio neanche per una rotazione minima? Gilmour è un centrocampista con qualità tecniche evidenti, abituato a gestire il pallone e a dare ritmo alla manovra. Proprio per questo, un suo utilizzo graduale potrebbe rappresentare una risorsa, non un rischio.
Conte avrà le sue ragioni, legate probabilmente a equilibri tattici e gerarchie interne ben definite. Tuttavia, la sensazione è che il caso Gilmour meriti una riflessione più ampia. Perché in un Napoli che punta in alto, lasciare inutilizzata una possibile alternativa a centrocampo potrebbe rivelarsi, alla lunga, un lusso che non ci si può permettere.

