ADDIO BEPPE!

Come il fratello Gianluigi, talentuoso centrocampista di Juve, Cesena e Sampdoria, scomparso nel 2008 all’ età di 58 anni, anche il grande Beppe Savoldi è stato vinto da un brutto male alla soglia degli ottanta anni. Il suo acquisto fece gridare allo scandalo in tutta Italia, Per averlo, Corrado Ferlaino sborsò nell’ estate del 1975 sborsò la bellezza di un miliardo e trecento milioni più la cessione di Clerici e Rampanti al Bologna, I soliti pseudo- moralisti sentenziarono che, in una Città dove mancavano scuole, ospedali, strade e, dove c’ era un’ alta percentuale di disoccupazione, non era possibile spendere una cifra simile per un calciatore. I rotocalchi si sbizzarrirono a mostrare le silite immagini che fanno sempre, per gli sprovveduti coreografia : i sacchetti d’ immondizia, i quartieri spagnoli, i panni stesi al sole, etc. etc. Ci fu perfino un’ interrogazione parlamentare. In pochi però sottolinearono che, la S.S.C. Napoli aveva addirittura ricevuto la ” Stella d’ oro al merito ” dalla Federcalcio, oltre che, perla precedente stagione agonistica, anche per l’ accorta gestione finanziaria che, consentiva alla Società, con un bilancio rassicurante, di affrontare una simile spesa. E poi, spettava forse al Napoli calcio la risoluzione dei problemi cittadini ? Molto argutamente Enzo Biagi sottolineò : A Napoli sono in crisi per non aver venduto qualche uomo politico, non certo per aver comprato Savoldi ! “. Sia come sia, sembrava fosse arrivato finalmente il momento dello scudetto. L’ anno precedente gli azzurri avevano sfiorato il titolo arrivando secondi e, con il centravanti vice- capocannoniere del campionato. diventavano automaticamente i favoriti per il titolo. Beppe però, abituato alla placida Bologna e, forse frastornato dal can- can mediatico seguito al suo acquisto, non rese come ci aspettasse. Era un attaccante fortissimo di testa, eccezionale tempista, buon tiratore con entrambi i piedi nonché gran trasformatore di rigori. Era però un centrattacco tipicamente d’ area di rigore, non troppo adatto al gioco di Luis Vinicio che chiedeva anche agli attaccanti di gironzolare per tutto il campo, per favorire gli inserimenti da dietro dei centrocampisti. Beppe, per poter rendere al meglio avrebbe avuto bisogno che tutta la squadra giocasse per lui e questo spesso e volentieri non avveniva. Ciononostante nel suo quadriennio napoletano ( dal 1975 al 1979 ) mise a segno 56 con la chicca della coppa Italia vinta nel 1976 per 4 -0 contro il Verona, gara in cui Savoldi realizzò una doppietta. Un volta appese le scarpe al chiodo intraprese la carriera di allenatore per poi diventare un apprezzato commentatore tv. Ti sia lieve la terra mitico Beppe !

EMANUELE OROFINO

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