Autolesionismo Napoli

OK, sgombriamo il campo dagli equivoci: il secondo gol di Osimhen contro il Cagliari era regolarissimo. Male, anzi malissimo, ha fatto il signor Fabbri di Ravenna ad annullarlo. Dal canto suo, Mazzoleni dal VAR non poteva intervenire, in virtù del regolamento che è molto discutibile. Ma lungi da noi addebitare l’1-1 di Napoli-Cagliari al solo errore arbitrale. Il Napoli era passato in vantaggio con Osimhen al 13’ ed ha avuto tutto il tempo per chiudere la partita. E invece è successo come altre volte, quando per superficialità o per eccessiva sicurezza, si è ritenuta la partita vinta. Ma come si fanno a perdere punti in casa col Torino, come si fa a perdere addirittura con uno Spezia pieno di assenti, come si fa a gettare via 2 punti al 94’ nella trasferta di Reggio Emilia, come si fanno a gettare via 2 punti nella gara interna col Cagliari? Ben 9 punti gettati al vento. Se ne fossero stati presi almeno 4, oggi il Napoli sarebbe al secondo posto, tutto solo. E invece, stanti anche le vittorie di Juventus e Milan, oggi la squadra di Gattuso sarebbe fuori dalle prime quattro. Addirittura deve guardarsi anche dietro dal ritorno dalla Lazio che, a differenza del Napoli, ha ancora 5 partite da giocare.

Diciamo sempre che tutto dipende dal Napoli. Con 4 vittorie è matematicamente in Champions. Ma il Napoli le farà queste 4 vittorie? La formazione di Gattuso aveva un solo bonus da giocarsi che era costituito da una mancata vittoria nelle ultime 5 gare. Ebbene, già se l’è giocato. Ora tocca rifarsi nella trasferta del Picco contro lo Spezia, squadra bisognosa di punti salvezza, poi ci sarà l’Udinese al Maradona, squadra molto difficile da interpretare, quindi la Fiorentina al Franchi, squadra quasi salva che rappresenta una mina vagante (e qui il Napoli poteva anche giocarsi il bonus del pareggio). In quel campo il Napoli ha perso uno scudetto tre anni fa. Infine il Verona di Juric, compagine scorbutica, a Fuorigrotta. Quattro impegni non impossibili, ma ripetiamo, il problema di sé stesso è il Napoli.

Del resto, se proprio non dovesse arrivare la qualificazione Champions (ognuno di noi è autorizzato agli scongiuri), il Napoli non l’avrebbe persa in queste ultime giornate. Troppi punti lasciati per strada molto prima. Con la settimana tipo a disposizione e il recupero degli infortunati, qualcuno credeva di aver risolto il problema. Ma non poteva essere così. E infatti non lo è stato. Ci sono alcuni giocatori che mostrano segni di fatica. Se Di Lorenzo li ha superati, pur non avendo una valida alternativa, ci domandiamo invece che fine abbiano fatto i vari Maksimovic, Mario Rui (non si capisce perché debba giocare sempre Hysaj a sinistra), Lobotka e Petagna. E perché mai Elmas gioca sempre gli ultimissimi minuti? Ma soprattutto, perché non si lascia mai a riposo Insigne in luogo di Mertens oppure Lozano spostato a sinistra? Il non aver acquistato sul mercato un vice Insigne è stato uno degli errori di mercato che il folletto di Frattamaggiore ogni tanto paga.

Quattro partite, quattro finali. Lo diciamo con retorica, ma è una verità assoluta. Tenendo presente che Juventus e Milan hanno scontri diretti nelle ultime quattro gare, mentre l’Atalanta ne ha uno solo, la Lazio invece ha il solo derby come gara più insidiosa, è ben chiaro come il Napoli sappia bene cosa deve fare sin dalla prossima trasferta a La Spezia (speriamo che giunga subito per dimenticare l’antipatico stop interno contro il Cagliari). Evitando ogni altro autolesionismo.

EZIO PERRELLA

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