Azionatario popolare: perché no (?)

Le società di calcio, soprattutto quelle importanti, presentano solitamente un organigramma molto articolato: figure esperte e preparate ricoprono ruolo ben precisi, dall’area tecnica alla gestione del marketing, con il compito di raggiungere gli obiettivi prefissati. A volte, però, la gestione del club è influenzata dai “consumatori finali” della grande industria calcistica: i tifosi. In questo caso si parla quindi di azionariato popolare, un modello di governance che consiste nel diffondere la proprietà di una determinata società sportiva ai suoi grandi appassionati, tramite una partecipazione azionaria.

I tifosi investono quindi nel club, diventandone soci, riuscendo anche ad acquisire determinati diritti, per esempio quello di voto alle assemblee. Di conseguenza possono prendere parte ai risultati sportivi e soprattutto economici della squadra. I motivi per cui si ricorre all’azionariato popolare sono molteplici: su tutte, esso garantisce una maggiore stabilità economica, grazie ad un afflusso costante e diretto di capitali da parte dei soci, e un continuo processo di fidelizzazione dei tifosi-azionisti, che contribuiscono indirettamente all’incremento di incassi derivati.

L’Inter si sta muovendo verso una direzione simile, un gruppo ristretto di tifosi interisti noti, acquisteranno una piccola quota: sportivi, musicisti, scrittori, giornalisti, conduttori televisivi. Aiuteranno a far conoscere il progetto. Venerdì 25 giugno sarà messo on line sui canali social e web, e rilanciato da media partner, un questionario sull’azionariato popolare tramite cui anche i tifosi potranno far conoscere la propria opinione, in via informale.

E se anche De Laurentiis si muovesse in maniera analoga? Il Napoli è una società sana, con i conti in regola, ma che pecca di audacia. Mai una virgola fuori posto, mai un azzardo. Il che è virtuoso per le casse societarie, ma che non ti permette mai di fare lo step decisivo per competere con le grandi del calcio. L’azionatario popolare potrebbe essere l’occasione anche per fare riavvicinare le persone alla squadra, che negli ultimi tempi ha fatto di tutti per allontanare i tifosi da essi. Il patrón si vanta spesso di avere svariati milioni di supporters in giro per il globo, un’iniziativa del genere creerebbe una rete virtuale da cui un vero malato non si tirerebbe indietro. Per ora è solo una ipotesi, riusciremo mai a veder concretizzarsi una cosa simile? Ai posteri l’ardua sentenza.

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