BERGAMO RESTA STREGATA, VINCE L’ATALANTA AL NOVANTESIMO

Atalanta(4-4-1-1): Coppola, Garics, Talamonti, Manfredini, Bellini, Ferreira Pinto, De Ascentis, Doni, Padoin, Vieri (dall'80 Valdes), Floccari. A disp. Consigli, Rivalta, Capelli, Bonaventura, Cerci, Valdes, Marconi. All. Del Neri

Napoli(3-5-2): Iezzo, Santacroce (dal 67' Pià), Cannavaro, Contini, Maggio, Blasi, Gargano, Hamsik (dal 78' Rinaudo), Vitale, Lavezzi, Denis (dal 34' Zalayeta). A disp. Navarro, Aronica, Rinaudo, Pazienza, Mannini, Pià, Zalayeta. All. Reja 

Arbitro: Brighi di Cesena

Marcatori: al 62' Ferreira Pinto, al 73' Hamsik, all'88' Manfredini e al 91' Floccari

Note: ammoniti Zalayeta, Ferreira Pinto, Manfredini, Maggio, Lavezzi, Vitale espulsi Zalayeta, Del Neri e Osti

Recupero: 2' pt   4' st

Vince l'Atalanta ad un soffio dalla fine quando oramai il Napoli era convinto di averla scampata, pronto a prendersi un punto importantissimo su un campo che invece si conferma maledetto per gli azzurri. Sarebbe stato oro colato poichè riacciuffato per i capelli e maturato per l'ennesima volta in inferiorità numerica per la fiscale espulsione di Zalayeta come accaduto a Milano con Maggio e, proprio come a Milano, il Napoli si è affossato con le proprie mani, con una fortuita deviazione di Gargano sulla punizione di Manfredini, che a dire il vero di pretese ne aveva veramente poche, vista la distanza siderale da cui è stata calciata. Diversamente da quanto si è visto a San Siro quella di oggi non può però considerarsi una beffa poichè l'Atalanta ci ha creduto maggiormente rispetto ad un Napoli troppo poco propositivo per poter pensare di fare male agli avversari. 

E dire che le uniche vere emozioni di un primo tempo troppo tattico, in cui le due formazioni hanno pensato maggiormente a chiudere gli spazi che a crearseli, sono stati di matrice partenopea. Un colpo di testa di Maggio (2') respinto sulla linea da Coppola dopo un'ottima azione preparativa dello sfortunatissimo Denis. Si perchè dopo appena mezz'ora di gioco una dolorosissima tacchettata sulla mano sinistra lo ha costretto ad alzare bandiera bianca e lasciare spazio a Zalayeta ed è stato un vero peccato perchè, fino a quel momento, el Tanque ha destato un'ottima impressione, risultando tra i più pimpanti tra gli azzurri. Ed è capitata proprio tra i piedi del Panteron la miglior occasione della prima frazione, un uno-due col Pocho ben respinto in uscita bassa da Coppola. Dell'Atalanta poco o niente se non una conclusione di Doni sul fondo (15') che, per l'occasione, è stato arretrato Del Neri sulla linea dei centrocampisti con risultati molto deludenti. Troppo lontano dalla porta il fantasista bergamasco per creare grattacapi alla seconda difesa della serie A.

Tutt'altra musica è stata la ripresa. Gli sbadigli si sono trasformati in palpitazioni e le emozioni sono arrivate fin dai primissimi istanti, tutti di matrice atalantina però. Quindici minuti col piede sull'acceleratore e l'avanzamento di Doni dietro le due punte sono bastati per mandare in tilt il Napoli ed in vantaggio i padroni di casa. E' Ferreira Pinto ad intrufolarsi in area con la consueta rapidità, mettendo a sedere in un colpo solo Contini e Vitale, per poi sparare un siluro alle spalle dell'incolpevole Iezzo (16'). Nemmeno il tempo di  riorganizzarsi che gli azzurri rimangono in dieci per la fiscale espulsione di un inconcludente Zalayeta. Una mazzata? Macchè, nella difficoltà ecco riaffiorare la squadra di carattere, pronta a sacrificarsi e a raddoppiare le forze nei momenti più difficili. Corre il minuto ventisette quando Manfredini entra con troppo vigore su Lavezzi, causando il rigore sapientemente trasformato da Hamsik. E qui finisce pure la partita di Brighi, in totale confusione dopo le veementi proteste degli atalantini. Dovrebbe espellere un isterico Doni ed invece lo fa rimanere in campo nonostante i continui insulti al suo indirizzo e dovrebbe pure fischiare un netto rigore per fallo di Maggio su Valdes a dieci dalla fine mentre espelle Del Neri per proteste. Mentre la partita si avvia verso un pareggio destinato a creare ferocissime polemiche ci pensa la Dea bendata a ristabilire la calma con la punizione di Manfredini deviata da Gargano. E c'è pure il tempo per arrotondare con il tap in di Floccari al primo minuto di un recupero che da assedio napoletano si trasforma in passerella per l'Atalanta con gli olè del pubblico a scandire il possesso di palla della formazione di casa. Ancora una volta Bergamo resta terra stregata per gli azzurri.

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