Campioni a vita!

Eterni campioni d’Italia.
I campioni d’Italia sono accolti trionfalmente dal pubblico del Maradona e da tutto il popolo della città di Napoli. Festa grande per la realizzazione del sogno più bello di sempre. Luciano Spalletti effettua legittimamente un turnover mandando in campo Gollini, Ostigard, Demme, Raspadori ed Elmas. Vincenzo Italiano propone un 4-2-3-1 con Gonzalez, Bonaventura e Sottil a supporto di Jovic. Splendido “Pasillo d’onore” all’ingresso in campo dei detentori del titolo: gesto encomiabile e straordinario da parte della Viola. Come era preventivabile è la Fiorentina a mantenere maggiormente il possesso, facendo girare fluidamente la palla a cominciare dai centrali difensivi. Gli uomini di Spalletti, d’altro canto, provano a rendersi pericolosi in ripartenza e tentando di innescare la profondità di Victor Osimhen, con una serie di lanci lunghi e conseguenti duelli con Igor. Inizialmente Raspadori agisce quasi da seconda punta, mentre Elmas viene impiegato principalmente sulla corsia di sinistra. Proprio dai piedi del macedone nasce la prima vera chance del Napoli, con una conclusione dal limite che lambisce il palo. La Viola gioca un calcio davvero propositivo, oltre che spettacolare riuscendo a produrre quattro nitide palle gol dal versante sinistro del campo. Amrabat e Duncan legano e spezzano contemporaneamente le trame degli avversari, servendo poi Terzic che sfreccia sulla fascia, il quale a sua volta la mette in mezzo per Jovic, che pecca di imprecisione davanti alla porta. Sorprendente anche il lavoro in entrambe le fasi di Dodò, che prende il tempo un paio di volte ad Elmas, mettendo poi palloni insidiosi al centro dell’area. L’assenza di Lobotka si fa sentire: Demme fa quel che può, ma la manovra è frastagliata e si guarda quasi esclusivamente agli inserimenti fulminei di Osimhen. Nel finale della prima frazione di gioco cresce Jack Raspadori, che arretra leggermente il proprio baricentro e dialoga con i centrocampisti e con gli esterni, consentendo a Di Lorenzo di andare a calciare da buona posizione, poi si mette in proprio con una buona conclusione di mancino che viene respinta dalla retroguardia avversaria. Evidentemente è troppo poco per Spalletti, che inserisce Lobotka e Zielinski proprio in luogo di Demme e Raspadori. Proprio lo slovacco ruba la palla ad Amrabat conquistandosi il penalty: dal dischetto Terracciano para e respinge anche il tapin di Di Lorenzo. I campioni d’Italia cambiano ritmo e velocità con gli ingressi di Lobotka e Zielinski, proponendo il proprio gioco abituale, seppur non ai livelli delle migliori settimane. I toscani tornano a farsi vedere riappropriandosi del possesso e creando altre due potenziali chance sempre a partire dall’inesauribile Amrabat. Kvaratskhelia e Olivera dialogano bene sulla sinistra, ma il terzino azzurro non riesce a servire i compagni piazzati in area. Dopo una fase di pressione alta da parte della Viola, Kvaratskhelia fa una giocata strabiliante e si conquista il secondo rigore della giornata: stavolta Osimhen spiazza Terracciano mandando in vantaggio gli azzurri. Spazio anche per il Cholito, sotto gli occhi del padre presente al Maradona, che concede la standing ovation a Victor Osimhen. Al trentacinquesimo i partenopei concedono spazio: Venuti scappa sulla destra e serve a rimorchio Nico Gonzalez, il quale calcia clamorosamente al lato da posizione propizia. Entra anche Zerbin in luogo del tuttofare Elmas. Nel finale entrambe le squadre perdono un pò le misure: Lobotka perde malamente palla nella propria metà campo, ma la formazione ospite non ne approfitta con Kouame, che tira fuori a tu per tu con Gollini. Gli ultimi tentativi della Fiorentina vengono rispediti al mittente. I campioni d’Italia tornano a vincere in casa. Festa totale al Maradona. La settimana prossima i partenopei se la vedranno con il Monza per provare a superare quota 91 punti. Canta Napoli.
