Esclusiva PN- Chef Di Pinto:”Ecco come è nata la Scarpetta d’oro di Maradona nel mio menù che onora il Napoli Campione”

In esclusiva ai microfoni di PianetaNapoli abbiamo intervistato lo Chef Roberto Di Pinto, proprietario del Sine, ristorante stellato Michelin a Milano, che ha tra i suoi piatti il dulce de leche dedicato a Diego Armando Maradona.

Lo chef, originario di Napoli e precisamente della zona Cavalleggeri di Fuorigrotta, a pochi passi dallo stadio Maradona, dopo un lungo percorso di formazione in giro per il mondo, ha aperto il suo ristorante in Viale Umbria a Milano, nel Dicembre 2018, raggiungendo anche il prestigioso traguardo della Stella Michelin.

In ogni suo piatto e in ogni elemento del suo ristorante è vivo l’amore per Napoli e per il Napoli.

Come nasce l’idea del dolce dedicato all’indimenticato Maradona?

“Sono da sempre un grandissimo tifoso del Napoli. Quando ho creato il mio menù di undici portate mi è venuto spontaneo dedicare la decima portata a Diego. Il vero nome di questo piatto, che è un pre-dessert, è la Scarpetta d’oro: il volto dorato di Maradona è una densa salsa al dulce de leche; con uno stencil iconico di Maradona al roccocò napoletano e a lato, un pallone di ostia che si scioglie in bocca, mentre, alla base, un mini-bao al tè mate invita a fare la scarpetta fino a cancellare i lineamenti del grande goleador, icona di Napoli.”

Lo ordinano anche i clienti non tifosi del Napoli?

“Certamente. Facciamo un gioco simpatico con i nostri clienti quando lo ordinano. Chiediamo per che squadra tifano e, come spesso accade, sono tifosi di Inter, Milan o Juventus e, subito, giochiamo con loro sul fatto che non ci assumiamo alcuna responsabilità delle conseguenze perchè al mattino potrebbero svegliarsi e gridare “Forza Napoli” senza rendersene conto.”

Ci parli della sua cucina e di come Napoli e il Napoli vivono nei suoi piatti.

“Rivisitiamo la cucina napoletana in chiave moderna ma sempre con gli ingredienti della tradizione. Sono un grande appassionato di pittura e dipingo personalmente i quadri che poi espongo nel mio ristorante e che richiamano i piatti della tradizione come sua maestà la Parmigiana di Melanzane. Ogni dipinto fa da richiamo alle opere che fanno parte del patrimonio artistico napoletano come il Cristo velato, il cui simbolico velo, in uno dei miei quadri, copre e avvolge proprio la parmigiana. Abbiamo messo in piedi una vera e propria  ambasciata campana tra noi cuochi napoletani per diffondere la cultura della cucina partenopea in Italia e nel Mondo. Accogliamo periodicamente tanti rinomati Chef campani come Nino di Costanzo o Lino Scarallo di Palazzo Petrucci, ormai quartier generale del Napoli e della famiglia De Laurentiis.”

Ha avuto modo di incontrare il Presidente De Laurentiis o la sua famiglia?

“Certo, ho avuto modo proprio di cucinare per i De Laurentiis, ultimamente, al Maradona per una delle ultime gare di stagione (Napoli-Genoa). Purtroppo non sono riuscito ad essere al Maradona per l’ultima gara scudetto che ho vissuto da solo a casa insieme a moglie e figlia e ai miei suoceri interisti. Una grandissima gioia che ha fatto da contraltare con la loro delusione ma per il bene familiare mi sono limitato ai commenti sportivi senza sfottò. Ho accolto, inoltre, nel mio ristorante qui a Milano anche Valentina De Laurentiis e Tommaso Bianchini che hanno molto apprezzato la nostra cucina e la napoletanità sempre viva in ogni piatto. Ci sono, poi, tifosi doc come il professor Bruno Siciliano, dell’università Federico II di Ingegneria, che non si perde mai una trasferta e viene sempre in occasione di trasferte lombarde, nel mio ristorante. Mi chiede sempre lo stesso tavolo, il 2, come 2 fisso deve essere il risultato in trasferta per la squadra azzurra.”

Un locale di alta cucina il Sine di Roberto di Pinto che, oltre alla Scarpetta d’oro di Maradona, esprime il suo amore per il Napoli anche nell’attività di tutti i giorni con la sua squadra.

“Ho onorato nel mio piccolo le imprese del Napoli di questi due scudetti in tre anni facendo le maglie del Napoli per il mio staff che, oltre alla Stella Michelin conferita al locale, riportano le frasi celebri dei nostri allenatori vincenti. Prima avevo “Uomini forti, destini forti” e adesso aggiungerò il nuovo motto “Amma faticà Again”.”

Napoli e il Napoli hanno i loro ambasciatori in Italia e nel Mondo e lo chef Roberto Di Pinto ha sicuramente uno dei posti in prima fila.

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