Col Genoa attacco OK ma il gol preso è lo stesso di altre volte
Nella seconda giornata di Serie A 2021-22 il Napoli era di scena al Ferraris col Genoa. Era l’occasione per vedere come Spalletti avrebbe sostituto l’assente Victor Osimhen. Tutti hanno pensato a Petagna dal primo minuto, ma invece è stato scelto Insigne falso nove. Poi però il corpulento bomber ex SPAL è entrato e si è preso la rivincita, segnando il gol vittoria del Napoli. Fin qui tutto bene, perché il Napoli i suoi golletti li fa sempre. Ma ogni tanto li subisce pure e spesso sono tutti uguali. Il 4-3-3 richiede, in fase di non possesso, la partecipazione dei centrocampisti o perfino degli esterni offensivi (come Insigne puntualmente fa). Ma il Napoli, sul gol preso da Cambiaso, ha mostrato un difetto già emerso nei recenti campionati: basta un cambio di gioco sull’esterno, un cross da una fascia all’altra, e il Napoli va in difficoltà, il terzino di turno si perde l’avversario ed è gol. Soprattutto sul lato sinistro il problema è evidente. Mario Rui non è un terzino di statura, questo gli allenatori avversari lo sanno. Dunque piazzano un calciatore che sovrasta fisicamente il portoghese, cosicché basta un cross qualunque e il numero 6 azzurro è nei guai. Ma il discorso vale anche quando il gioco avversario è palla a terra, le difficoltà sono le stesse, perché la fase difensiva degli esterni bassi del Napoli ha sempre delle complicazioni sulle palle provenienti da cross dal fondo. Per di più nessun centrocampista si è abbassato su Pandev chiudendo la linea di passaggio.
Come risolvere il problema? Luciano Spalletti sta lavorando molto sulla fase difensiva, non solo da parte dei difensori, ma anche del resto della squadra. Saranno sufficienti le precauzioni di ordine tattico a soppiantare problemi che appartengono soprattutto alla sfera delle caratteristiche dei calciatori azzurri? Il Napoli sta cercando (neanche troppo convintamente) il famoso terzino sinistro, però con la speranzella di recuperare Ghoulam. Alla fine ha prelevato un centrale che all’occorrenza gioca terzino sinistro, un po’ come accaduto negli ultimi minuti di Genoa-Napoli, quando Spalletti ha mandato dentro Juan Jesus al posto dell’ammonito Mario Rui, nervoso e in difficoltà. Il centrale brasiliano forse porta maggior protezione rispetto al portoghese. Non è impensabile che in alcune partite e contro taluni avversari Spalletti scelga Juan Jesus. Sulla fascia destra, invece, quando manca Di Lorenzo, c’è Malcuit, terzino di spinta ma con ancora tanto da imparare difensivamente. La diagonale non fatta sui quinti è grave, per di più Mario Rui che lascia crossare molto facilmente Ghiglione come spesso gli accade.
Per quanto riguarda gli altri settori del campo, il trio Lobotka-Fabian-Elmas si è arrangiato abbastanza contro il centrocampo genoano. Mentre lo slovacco continua a mostrare corsa e impegno ma non è ancora il metronomo che vorrebbe Spalletti, Fabian ha invece fatto gol ma solo quello (poi passaggi sbagliati, palloni persi, lentezza di gioco). Infine Elmas continua a sembrare un pesce fuor d’acqua quando si tratta di fare determinate cose. Il trio d’attacco scelto da Spalletti ha visto protagonisti Insigne, Lozano e Politano, sperando che il gioco palla a terra dei suoi giocolieri avrebbe avuto maggior effetto sulla difesa di Ballardini. Invece era evidente che ci voleva un elemento fisico come Petagna. Poi sappiamo tutti com’è andata con l’ingresso del triestino. Anche il neo entrato Ounas ha dato il suo bell’apporto. È tutt’altro giocatore rispetto a come lo si conosceva.
Tirando le somme, la fase offensiva ha offerto ancora una volta le solite garanzie, pur con assenze importanti. La fase difensiva non ha sofferto tanto, ma nelle uniche due occasioni, il Genoa ha prodotto un gol annullato a Pandev e il gol di Cambiaso. Mica poco?!

EZIO PERRELLA

