Come la notte del 10 agosto: Due stelle cadenti
Tutte le favole si sa, iniziano con il classico “C’era una volta” e la storia che vi proponiamo oggi ha due protagonisti, tra di loro sconosciuti ma con un denominatore comune: la maglia azzurra. La prima stella di questa storia viene da un posto a noi caro, l’Argentina.. patria del D10S. Pocho Lavezzi arriva a Napoli nell’ormai lontano 2007 per restarci ben 5 anni in cui ha esibito tutte le sue qualità: scatto fulmineo, tecnica sopraffina e dribbling ubriacante. Tatticamente Lavezzi veniva impiegato da seconda punta, era infatti dalla trequarti in avanti che sprigionava tutto il suo potenziale mandando il pubblico in estasi. La “Golden Age” del Pocho arriva con la guida di Walter Mazzarri, dove insieme ad Hamsik e Cavani forma il leggendario trio delle meraviglie, trio che fu protagonista del 1° trofeo dell’era De Laurentiis e di una storica qualificazione in Champions, per non dimenticare poi le rimonte impossibili e i gol al 90′, ricordate il gol a Cagliari in contropiede? El Pocho chiude la sua esperienza partenopea con 38 gol, pochi per la sua qualità, di fatto la finalizzazione non era il suo forte.
Facendo un salto dal 2012 al 2022 ecco che arriva da Tiblisi, in Georgia tra lo scetticismo della piazza un calciatore quasi atipico, capelli lunghi, zero tatuaggi, timidezza incredibile e incognita per il nostro calcio. Il suo nome è Khvicha Kvaratskhelia e sotto la guida di Spalletti nel 4-3-3 Kvara gioca largo a sinistra e a differenza del Pocho, lui viene molto apprezzato anche per la fase difensiva. Tecnicamente parliamo di un piede destro naturale, con tecnica eccelsa, imprevedibilità costante e velocità folle. Tutti pensavano che un’ ala segnasse poco, ne siamo sicuri? Kvara buca le difese avversarie a suon di gol, arrivando a 14 marcature e 17 assist vincendo uno storico scudetto e 2 trofei individuali, miglior gol stagionale(vs Atalanta) e MVP assoluto.
Entrambi alla loro prima in Champions con Mazzarri hanno brillato poco, ma quando si accendono sono un pericolo costante, riuscirà Kvara là dove non è riuscito El Pocho a fare la differenza nelle notti stellate?
“Kvaravaggio” e “Kvaradona” sono due dei tanti soprannomi dati a questo mago del pallone che segna in tutti i modi, con il Mazzarri-bis ha già siglato alla prima apparizione.. che sia l’inizio della sua rinascita? Stiamo parlando di due calciatori che in modo e tempi diversi hanno fatto la storia del Napoli, voi preferite l’adelante Pocho o il glaciale Kvara?

