Comincia l’era Garcia: Up and Down della sua carriera

Con un colpo di scena abbastanza sorprendente, il presidente Aurelio De Laurentiis ha ufficializzato l’approdo di Rudi Garcia sulla panchina del Napoli campione d’Italia. Inutile dire che si tratta di una scelta che lascia non pochi dubbi: allenare una squadra reduce dallo Scudetto, dopo trentatré anni, è già di per sé difficile, farlo dopo un esonero con l’Al Nassr è una sfida ancor più ardua. Toccherà al tecnico francese mettere da parte ogni ombra di scetticismo.

ADL lo presenta con il consueto tweet:“Ho il piacere di annunciare che, dopo averlo conosciuto e frequentato durante gli ultimi 10 giorni, il signor Rudi Garcia sarà il nuovo allenatore del Napoli. A lui il più sincero benvenuto e un grande in bocca al lupo!”

Garcia ha compiuto i primi passi nelle serie minori con il Dijon, poi dopo una prima esperienza al Saint-Etienne, si è messo in evidenza vincendo la Ligue 1 con il Lille prima di trasferirsi alla Roma. Dopo le stagioni italiane è tornato in Francia, guidando il Marsiglia e il Lione, prima di allenare l’Al-Nass per metà stagione 2022/2023.

Rudi Garcia è reduce da un’esperienza in Italia come tecnico della Roma, iniziando con un filotto di dieci successi consecutivi, per poi arrendersi dinanzi alla corazzata Juventus. Ha allenato la Roma per due stagioni e mezzo, tra il 2013 e l’inizio del 2016, arrivando secondo nei primi due campionati prima di essere esonerato. Da registrare anche l’eliminazione in semifinale di Coppa Italia ai danni del Napoli di Rafa Benitez, sotto gli occhi di Maradona.
Termina la sua esperienza in giallorosso con 61 vittorie, 35 pareggi e 22 sconfitte.

Nel 2016 viene ingaggiato dall’Olympique Marsiglia, provvisoriamente dodicesimo in Ligue 1. Esordisce fermando il PSG con uno 0-0. In Coppa di Lega viene eliminato agli ottavi dal Sochaux e dalla Coppa di Francia esce agli ottavi contro il Monaco. In campionato arriva quinto. Nel 2017-2018 la compagine di Garcia si piazza quarta in campionato, esce dalla Coupe de la Ligue, sempre agli ottavi, contro il Rennes e viene eliminata ai quarti della Coppa di Francia dal PSG, mentre in Europa League arriva a disputare la finale, persa contro l’Atlético Madrid.

Nel 2018-2019 in Coupe de la Ligue l’OM esce ancora agli ottavi, ai rigori contro il Racing Strasburgo, mentre dalla Coppa di Francia viene eliminato già ai trentaduesimi al cospetto dell’Andrézieux, in Europa League si classifica ultimo con un solo punto nel girone, in Ligue 1 non va oltre il quinto posto, mancando la qualificazione alle competizioni europee. Nel 2019 firma per l’Olympique Lione, sostituendo Sylvinho. Termina il campionato al settimo posto, ad un punto dalla zona Europa. Perde la finale di Coppa di Lega ai rigori contro il PSG e anche in Coppa di Francia è eliminato dai parigini in semifinale. In Champions League, dopo aver eliminato sorprendentemente Juventus e Manchester City agli ottavi e ai quarti, il cammino si arresta in semifinale, venendo sconfitto dal Bayern Monaco detentore del trofeo.
Conclude la prima parte della stagione successiva al primo posto in campionato a pari punti con il Lille, terminando poi la stagione al quarto posto a due punti dalla qualificazione in Champions. In Coppa di Francia viene eliminato dal Monaco ai quarti. Nel 2022 firma un biennale con l’Al-Nassr. Nell’aprile 2023 viene comunicata la risoluzione consensuale del contratto tra il club e Garcia, probabilmente in seguito al deterioramento del rapporto con il gruppo-squadra.

Il 4-2-3-1 è alla base dell’idea calcistica del tecnico francese, proponendolo nelle sue diverse esperienze in giro per l’Europa e non solo. L’altra variante è il 4-3-3, modulo con cui il Napoli di Spalletti è arrivato alla conquista del titolo.
Da sottolineare una delle peculiarità ammirate durante il suo soggiorno capitolino: quando i giallorossi perdevano il possesso palla, tentavano immediatamente una rapida riconquista, in particolare nella trequarti avversaria. Tale caratteristica metteva in primo piano le doti di Nainggolan in fase di interdizione e di recupero della sfera. Nelle sue squadre i due terzini partecipano sempre alla manovra offensiva, provando a ripiegare in maniera repentina, ma con il rischio di lasciare grandi opportunità alle squadre abili in contropiede.

Tra i pregi evidenziati nelle squadre da lui allenate registriamo una spiccata dote tecnica degli uomini di movimento, con grande abilità nel cambio gioco e rapidità nel fraseggio, partecipazione dei terzini in proiezione offensiva, rapidità degli esterni d’attacco, continui movimenti in mezzo al campo senza dare punti di riferimento, verticalizzazioni frequenti, attenzione alla fase difensiva e grande spirito di sacrificio da parte dell’intero collettivo.

D’altro canto ci sono anche alcuni deficit nelle precedenti compagini da lui guidate: poca efficacia sotto porta rispetto a quanto creato,
terzini troppo esposti alle situazioni di uno contro uno, troppi spazi lasciati liberi in ripartenza, numerosi cartellini gialli (soprattutto nella zona centrale del campo) e difficoltà con il portiere nell’impostazione dal basso.

In un clima non particolarmente entusiasmante comincia la sua avventura in maglia azzurra, con l’obiettivo di una grande Champions League, come dichiarato ampiamente dal presidente.

 

 

 

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