Conte dixit

La lezione di Conte a Thiago Motta ha lasciato i segni, non solo in campo. Le parole del post gara non sono infatte passate inosservate. Conte non le ha mandate a dire sottolineando come il suo gruppo sia unito anche nelle difficoltà degli infortuni di alcuni uomini chiave o delle cessioni importanti. Ma mai lo abbiamo sentito lamentarsi in questo periodo ma solo sottolineare come creda fermamente nei suoi ragazzi che “si butterebbero nel fuoco”. Invece le avversarie, con riferimento non solo all’Atalanta e alle parole di Gasperini della scorsa settimana, ma anche e soprattutto a quelle di Motta del pre-gara, continuino a “lamentarsi” e, soprattuto i bianconeri, a fare acquisti in sequenza. Gli altri comprano e noi lavoriamo. Il senso che emerge dai velati commenti di Conte e’ proprio questo.
Infortuni e cessioni illustri avrebbero ammazzato un toro e invece Conte e il suo staff hanno fatto di necessità virtù e tirato fuori il meglio da giocatori da tutti criticati come Juan Jesus e Spinazzola. Adesso è il mese verità che avvicina gli azzurri al big match con l’Inter di inizio Marzo. Gli altri comprano e Conte continua a lavorare. Certezze ne ha il buon Antonio ma se la società gli prendesse almeno la metà di quello che chiede per puntallare la rosa, forse forse potrebbe provare a fare quel “salto in lungo” nei momenti difficili per puntare con decisione al titolo. C’è tempo una settimana ma di certo contro la Juventus, lo scorso sabato, Conte ha dimostrato a Motta che a volte non serve chiedere sempre e comprare ma provare a fare qualcosa in più con il gruppo a disposizione. Quasi un “va’ a fatica’” a Motta da parte di chi come Antonio Conte della fatica ne ha fatta una filosofia vincente.
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