Conte insiste su Buongiorno, Beukema merita spazio!
Il successo del Napoli a Genova, prezioso ma sofferto, non può cancellare le ombre emerse ancora una volta sulle scelte del mister nel reparto difensivo.
Alessandro Buongiorno, schierato titolare, è stato protagonista di due disattenzioni gravi, una all’inizio del primo tempo e una nella ripresa, che hanno rimesso in partita gli avversari e rischiato seriamente di compromettere il risultato.
Errori di concentrazione prima ancora che tecnici, difficili da spiegare a questo livello. Non si tratta di un episodio isolato. La stagione di Buongiorno è costellata di passaggi a vuoto che hanno inciso sia in campionato sia in Champions League. Alcune letture sbagliate, ritardi nelle marcature e una sensazione di fragilità mentale hanno pesato nel cammino europeo del Napoli e contribuito al distacco accumulato in Serie A.
In questo contesto, sorgono interrogativi anche sulle scelte di Antonio Conte. È difficile comprendere come l’allenatore continui a “perdonare” calcisticamente Buongiorno, senza dare fiducia a Sam Beukema, difensore voluto in estate e autore di poche partite negative. Le scelte tecniche vanno rispettate, ma di fronte a un rendimento così discontinuo, l’ostinazione appare discutibile.
Il Napoli ha bisogno di certezze, non di scommesse reiterate. L’investimento su Buongiorno impone una crescita immediata, ma il campo oggi dice altro. Beukema merita spazio ora e anche in prospettiva futura, perché in questo momento offre più garanzie al Napoli.
Parlare di responsabilità individuali non è mai semplice, ma Buongiorno è stato troppo spesso al centro delle azioni negative decisive. Arrivato a Napoli con grandi aspettative e un investimento importante, Buongiorno appare oggi lontano dagli standard che ne avevano accompagnato la crescita.Preoccupa non solo l’errore tecnico, ma l’impressione di un calciatore meno lucido, meno centrato, forse schiacciato dal peso della maglia e delle attese.
Una rotazione più coraggiosa potrebbe aiutare tutti, anche Buongiorno, a ritrovare serenità e competitività. Proteggere un giocatore significa anche fermarlo quando serve, responsabilizzarlo e rimettere al centro il merito.
Conte ha l’esperienza per farlo e il Napoli le alternative per reagire, evitando che errori ripetuti diventino un’abitudine pericolosa in una stagione che resta ancora lunga. Solo così il progetto tecnico potrà ritrovare equilibrio credibilità e risultati concreti duraturi veri.

