Di nuovo insieme

Il Napoli vince e convince. La squadra guidata da mister Spalletti gioca un calcio spettacolare, ma sopratutto divertente. Non ditelo ad Allegri, che qui a Napoli non c’è bisogno di andare al circo per divertirsi. Per quelli che ancora non lo sanno, allo stadio Maradona quest’anno c’è lo spettacolo più bello d’Italia e d’Europa, ed a quanto pare nessuno vuole perderselo.
Il ruggito di Fuorigrotta è ritornato forte come ai vecchi tempi, tutti i problemi che legavano la squadra/società alla tifoseria sembrano essere solo un lontano ricordo, eppure fino a 2 mesi fa sui social spopolava l’hashtag “A16”. Fino agli inizi di Agosto, a sole due settimane dall’esordio in campionato, aleggiava un clima pesante, di sconforto, verso una stagione che si accingeva ad essere anonima. Vanno via tanti pezzi pregiati, lasciando posto a sconosciuti o quasi al calcio mondiale, col tetto ingaggi decurtato del 30%, nessuno avrebbe scommesso su un upgrade nelle classifiche generali. Invece la società ha realizzato un vero capolavoro, partendo dal presidente, fino al DS Giuntoli, ai quali vanno i migliori complimenti per il lavoro svolto. I ragazzi in campo sono una forza della natura, un rullo compressore che annientano tutti senza esclusioni di colpi. A quanto pare la risposta che in molti cercavano alla domanda che affliggeva i salotti sportivi ai bar e in TV sembra essere stata trovata: perché l’arena di Fuorigrotta non è più quella di un tempo? Perché i tifosi non vanno più allo stadio? Non era per colpa della società (è la stessa del disastro col Verona), non è per il caro biglietti (Napoli-Bologna 35€ il tagliando di Curva B eppure lo stadio era pieno)… la gente cercava emozioni. Perché si, questa squadra emoziona, e i tifosi sognano ad occhi aperti, si respira l’atmosfera giusta. Prima di ogni gara l’elettricità all’interno dello stadio è palpabile, pullula di passione, da chi ha vissuto l’epoca di Maradona, a chi ha sempre sognato di vivere sulla propria pelle qualcosa di magnifico. La banda Spalletti non si pone limiti, come giusto che sia, perché col 12º UOMO adesso ogni obiettivo sarà ancora più facile da raggiungere. Come diceva il buon Rafa Benitez: “Spalla a spalla tutti insieme”.

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