Diego, emozioni senza fine al murales ai quartieri

Se diciamo Via Emanuele De Deo, ai più risulterà sconosciuto, quasi nessuno saprebbe dire cosa c’è in questa strada, ma se sostituiamo De Deo con Largo Maradona allora anche le pietre rispondono in coro Quartieri Spagnoli.
Proprio qui siamo venuti stamattina, tante volte siamo venuti in questo piccolo Tempio del D1OS, tante volte emozioni diverse, tante volte incontri inimmaginabili, quasi increduli dell’affetto travolgente che solo Lui può dare. Dal muretto difronte al murales di Diego possiamo vedere l’affluenza composta di chi ama a prescindere, da notare che molte volte abbiamo visto ragazzi che per l’età non potevano aver visto Diego, le Sue giocate sono state oggetto di racconti tramandati e vecchie VHS viste e riviste, ma nonostante tutto sono qui in fila, con gli occhi persi verso foto, maglie, fiori, dediche e tutto ciò che adorna il “Gigante Buono” che ti guarda dall’alto con lo sguardo fiero del condottiero che nulla ha chiesto ma tanto ha dato.
In particolare la nostra attenzione è attratta da un ragazzo, ci avviciniamo, sguardo perso e occhi velati di lacrime, c’è quasi timore da parte nostra di interrompere quel momento intenso, di commozione, gli chiediamo quanti anni ha e cosa sta provando in quel preciso istante: “Mi chiamo Peppe, ho 27 anni, lavoro al nord da nove anni, non è la prima volta che vengo, quando mi vengono concesse le ferie, torno a casa per salutare i miei affetti, non posso fare a meno di venire a salutare Diego, perché Lui fa parte della famiglia, Lui fa parte di ogni famiglia napoletana, Lui è un fratello, un padre, dipende dall’età che hai e credimi, ogni volta è  un’ emozione diversa, non puoi fare a meno di versare quella lacrima mista a dolore e gioia, pensa che io non l’ho mai visto giocare, l’ho vissuto attraverso i racconti di mio padre, di foto e giornali dell’epoca gelosamente conservati, ti garantisco che ogni volta sfogliarli ti da l’emozione di un bambino davanti al suo primo giocattolo”.
Lo lasciamo alle sue lacrime, di gioia o dolore, sono sue emozioni personali, giusto rispettare la privacy di Giuseppe.
In tanti a scattare foto e selfie, quasi ad immortalare momenti da raccontare, quell’io ci sono stato da raccontare e mostrare a chi non sa cosa è stato, è e sarà sempre Diego per Napoli ed i Napoletani.
Un fiume umano incessante, ordinato, rispettoso della sacralità del luogo, qui sono passati tantissimi calciatori, dirigenti, allenatori, presidenti, in tanti hanno riconosciuto la grandezza del migliore al mondo di sempre, in tanti non si spiegano il fenomeno che per 365 giorni all’anno attrae gente da ogni angolo della terra, guardando questo fenomeno non possiamo non pensare che ci sono protagonisti indiscussi che fanno più rumore da morti che da vivi, ma qui, Diego non è morto, vive in ogni Napoletano, c’è una frase che ci colpisce:”Non importa di ciò che hai fatto della Tua vita, ma quello che hai lasciato nella mia”, Amore puro, poesia e gioia per il cuore, Diego vive, lo sa anche quel Signore attempato, che davanti a noi si inginocchia e singhiozza, un bacio lanciato con la mano e la stessa portata al cuore, si, perché fin quando vivrà in ognuno di noi, Diego vivrà in eterno, a prescindere da quello che dicono le solite note malelingue, nessuno potrà mai cancellare “7 Anni di Magie” vissute in modo intenso, appartengono a noi, fatevene una ragione, “CHI AMA NON DIMENTICA”.
 Claudio Mellone
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