Diego in casa della Juventus…

Torino, stadio ” Comunale ” ( attuale ” Grande Torino ” ) , 9 novembre 1986, ore 14, 30 : va in scena la più grande vittoria di sempre del calcio Napoli, in campo nazionale in 95 anni di storia. Dopo la bellezza di 29 anni, la grande Juventus, campione d’ Italia in carica, viene sconfitta a domicilio dal ” nostro ” Napoli per 3 -1, identico punteggio con il quale Vinicio e Pesaola sbancarono la casa dei bianconeri tante stagioni prima. E chi, se non uno come l’ immaginifico Diego, poteva essere l’ alfiere di quella impresa ? Finalmente i rapporti di forza fra Napoli e Juve si erano invertiti. Le due squadre, di presentarono allo scontro diretto appaiate in classifica a quota 12, con l’ identico ” score ” di quattro successi e quattro pareggi ( la vittoria di punti ne valeva due ). Logico quindi che, lo scontro, ora per gli azzurri, valeva per il primato in classifica e, non solo, per vivere l’ effimera gioia di un trionfo isolato. Inutile dire, quante migliaia di sostenitori azzurri, da più parti d’ Italia e d’ Europa, seguirono Diego e c. in quella occasione. Il clima poi era quello ideale ; giornata limpida e tersa, pur senza sole, ma soprattutto non fredda. Nel primo tempo entrambe le formazioni restano in attesa di una mossa dell’ altro : a parte un palo colpito in mischia da azione d’ angolo da Manfredonia all’ alba del match, non si registrano altre emozioni. La gara si accende subito nella ripresa, con la Juve che va in vantaggio al 50° con il danese Laudrup, lesto ad approfittare di una corta respinta difettosa di Garella su cross di Cabrini. In altri tempi la Juventus molto probabilmente sarebbe riuscita a tenere il vantaggio, senza correre eccessivi rischi. Ma stavolta no, di fronte a Platini e soci, ora c’era una squadra che aveva più birra e più fame di loro. Condotto alla riscossa dal fenomeno argentino, il Napoli stringe d’ assedio nella propria area la Juve, cosa che si vedeva assai di rado. Lo stesso Diego, Renica, Giordano mancano di poco il pari ma un po’ la sfortuna ed un po’ l’ ottima vena del portiere Tacconi, impediscono il pari. Ma il gol è nell’ aria, ed arriva al 73° con lo stopper Moreno Ferrario, alla sua unica rete su azione ( altre sette ne segnò su rigore fra il 1982 ed il 1984 ) su 310 gare in maglia azzurra. il suo è un tocco sporco che imprima alla sfera un andamento lento ma terribilmente preciso, tanto da colpire prima il palo per poi finire in fondo al sacco, in un lasso di tempo che sembra infinito. L’ azione era partita da un corner battuto da Ciccio Romano. Passa appena un minuto, ed al 74° c’è un nuovo angolo per il Napoli. Batte Diego, Renica fa sponda, Bruno Giordano concluse al volo di sinistro all’ angolino, prima di correre a perdifiato verso la curva azzurra impazzita di gioia. In pieno recupero poi, Carnavale e Volpecina fuggono in contropiede. E’ il terzino a concludere con un mezzo lob angolatissimo, firmando così un 3 -1 da leggenda. Come si sa, gli azzurri alla fine conquistarono lo scudetto, con la Juve dietro di tre punti. Quella vittorie resterà per l’ eternità scolpita nella storia del Napoli…Sempre con Diego alla guida in campo, il Napoli vincerà un’ altra partita storica appena due anni, il 20 novembre 1988, addirittura per 5 -3. Gli azzurri fecero un primo tempo che neppure il più ottimista tifoso partenopeo poteva immaginarsi assolutamente, chiudendolo sul 3 -0, con gol di Andrea Carnevale al 7°, e di Antonio Careca al 30° ed al 44°. La Juventus reagisce rabbiosamente, segnando nei primi dieci minuti della ripresa con Galia e Zavarov. Ci pensa però ancora Careca, a ristabilire le distanze, con un diabolico pallonetto al 58°, su passaggio di ” Rambo ” De Napoli. La gara si riaccende al 77° grazie ad un rigore di De Agostini, ma i sogni di un’ incredibile rimonta sabauda si spengono a cinque minuti dalla fine, quando Alessandro Renica con un altro penalty provocato da Carnevale, fissa il risultato sul 5 -3 per il Napoli, risultato mai successo e mai più ripetutosi. Oggi si direbbe che sarebbe un suo gol ma, al tempo le deviazioni decisive su conclusioni del tiratore, erano ancora considerate autoreti. Cosicché il colpo di testa di Diego, deviato da Favero al minuto 34 della sfida del 9 marzo 1986, su punizione calciata da Daniel Bertoni,  fu considerato autogol dell’ ex difensore avellinese. Pareggerà poi Brio nella ripresa, al 49°. La Juventus mancherà di poco due grosse occasioni, ma l’ 1 -1 finale non si schiodò più. La Juve poi conquistò lo scudetto numero 22, mentre, un altro 1 -1 con il  medesimo andamento ( Napoli in vantaggio con Crippa al 16°, pareggio black & white con Dario Bonetti al 73° ) sarà importante per lo scudetto numero due, vinto nella stagione 1989 -1990. Parliamo della gara del 26 novembre 1989. Fu un pareggio piuttosto sofferto, dopo un incessante forcing juventino nel secondo tempo, con più di qualche batticuore passato dalla retroguardia azzurra. Diego ha pure perso tre volte nel suo settennato a Posillipo ma queste preferiamo non rimembrarle…Ci auguriamo però naturalmente di tutto cuore che, Rino Gattuso centri la vittoria numero 9 della storia del Napoli in casa della Juventus che, si sa, dà sempre un gusto inimitabile, al di là dell’ importanza per la corsa – Champions. Vai Napoli !!!

Emanuele Orofino

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