È l’uomo giusto?

 

La stagione è appena iniziata in casa partenopea, ma non mancano le polemiche dopo appena tre giornate di campionato. Quello che fa discutere è la pessima prestazione degli azzurri contro la Lazio di Sarri, soprattutto il bruttissimo secondo tempo disputato. In quei quarantacinque minuti il Napoli ha perso la sua identità, una squadra sfilacciata, lunga, senza idee, mister Garcia ci ha messo anche del suo non facendo fronte alla situazione con dei cambi azzeccati, anzi nella baraonda ha perso anche un cambio facendone solo quattro sui cinque disponibili, lasciando in panchina gente come Elmas, che avrebbe potuto dare più brio alla squadra e togliendo Kvaratskhelia che sicuramente non era uno dei peggiori. Il Napoli ha evidenziato un calo fisico enorme e soprattutto una distanza tra le linee abissale, questo pone un grosso interrogativo, Garcia è lontano dall’Italia dal gennaio 2016, ha allenato per altre stagioni in Francia senza vincere nulla, ultimo titolo conquistato con il Lille nel 2011, poi è volato in Arabia. Così come i calciatori vivono periodi al top e poi hanno un calo fisiologico, anche per gli allenatori vale più o meno lo stesso discorso, un allenatore che guida una squadra in un campionato importante avrà più modi e mezzi di crescere professionalmente, mentre allenando per esempio in Arabia non si ha la possibilità di misurarsi con squadre tatticamente e tecnicamente di livello superiore. Per un allenatore gli esami non finiscono mai, deve studiare e aggiornarsi per poter superare gli avversari, ma se il livello è basso anche il suo livello di crescita sarà basso. Garcia è sicuramente un uomo intelligente e pragmatico, ma il pensiero che tormenta i tifosi partenopei è quello di capire se si è evoluto negli anni e se è ancora capace di guidare una squadra che ambisce a traguardi prestigiosi. Per ora tutti i giudizi sono frettolosi e non sono oggettivi, solo il campo ci dirà se Garcia è l’uomo giusto alla guida dei Campioni d’Italia.

 

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