Euro-rivali: presentiamo il Chelsea di Maresca!
Oltre al Manchester City, il Napoli di Conte incontrerà nell’ultima partita per la League Phase della UEFA Champions League il Chelsea di Maresca, vincitore recente della prima edizione del “nuovo” Mondiale per Club FIFA. La gara contro i londinesi, si giocherà il 28 gennaio alle 21.00 e avrà sicuramente un peso probabilmente alto per la qualificazione dei partenopei agli ottavi o ai play-off. Presentiamo la squadra inglese:
MIGLIOR PIAZZAMENTO IN UCL:
Il Chelsea ha vinto la Champions League due volte: nel 2012, imponendosi in finale contro il Bayern Monaco ai calci di rigore (dopo l’1-1 nei tempi regolamentari e supplementari) proprio in casa dei bavaresi, all’epoca l’allenatore era Roberto Di Matteo. Piccolo fun fact, in quella edizione della UCL, gli azzurri furono eliminati proprio dal Chelsea agli ottavi di finale. Dopo il 3-1 casalingo a favore degli uomini di Mazzarri, la squadra inglese ribaltò il risultato vinse per 4-1 a Stamford Bridge. Inoltre nel 2021, il Chelsea ha vinto anche la sua seconda UCL battendo per 0-1 (rete di Havertz) il Manchester City in finale.
L’ALLENATORE E IPOTETICI SCONTRI CON CONTE:
L’allenatore del Chelsea è l’italiano. Enzo Maresca, subentrato il 1º luglio 2024 con un contratto quinquennale . Non risultano precedenti confronti recenti diretti con Antonio Conte: Maresca non ha allenato contro le sue squadre, e Conte, attualmente non alla guida di un club di Champions, non figura tra gli allenatori affrontati di recente. Tecnico cresciuto sotto la scuola di Guardiola, è un allenatore davvero interessante, già all’attivo ha due trofei internazionali con i blues (Conference League e Mondiale per Club battendo i campioni d’europa del PSG).
IL MODULO:
Il Chelsea di Enzo Maresca si muove all’interno di un’idea tattica molto precisa, frutto dell’influenza di Pep Guardiola e dell’esperienza vincente a Leicester. Il punto di partenza è spesso un 4-3-3, che in fase di costruzione si trasforma in un 3-2-5 fluido: uno dei terzini stringe accanto ai centrali, mentre l’altro spinge alto quasi da esterno aggiunto. Questo consente ai Blues di avere superiorità numerica nella prima fase, liberare il regista e portare tanti uomini tra le linee Quando serve maggiore copertura, Maresca può optare per un 4-2-3-1, affidandosi a due mediani davanti alla difesa per proteggere meglio la retroguardia. È un Chelsea che ama imporre il gioco dal basso, con passaggi corti, ritmo controllato e ricerca costante della verticalità. L’occupazione razionale degli spazi è la firma tattica, ma resta la capacità di variare: se la partita lo impone, i londinesi non disdegnano la transizione veloce per sfruttare l’atletismo dei propri esterni.
IL PUNTO FORTE:
Il vero tesoro del Chelsea è la profondità e qualità della rosa, unita all’abitudine a giocare sfide di altissimo livello in Europa. Non parliamo solo di talento individuale, ma di un gruppo costruito con profili complementari: centrocampisti tecnici capaci di palleggiare e recuperare palla, esterni rapidi che aprono il campo, punte di peso e fantasia per cambiare volto al reparto offensivo. La squadra londinese può permettersi rotazioni senza perdere incisività, un vantaggio enorme in un calendario fitto come quello della Champions. A questo si aggiunge la mentalità europea: i Blues hanno già vissuto notti indimenticabili a livello continentale e sanno come affrontare la pressione dei palcoscenici più prestigiosi. Una dote che potrebbe fare la differenza contro un Napoli in cerca di conferme.
IL PUNTO DEBOLE:
Una possibile debolezza può essere l’inesperienza specifica in Champions di Maresca, alla prima stagione alla guida di una squadra di élite europea, con forti pressioni e pochi precedenti nel contesto continentale. La coesione del gruppo sarà cruciale, soprattutto in partite ad alto rischio. Più volte il Napoli ha dato fastidio alle squadre inglesi, ricordiamo le vittorie contro il Liverpool. La costruzione dal basso, se letta bene dal pressing organizzato di Conte, potrebbe trasformarsi in un boomerang, lasciando praterie alle ripartenze di giocatori come Lang o Hojlund. Anche la discontinuità resta un difetto dei Blues: capaci di fiammate spettacolari, ma altrettanto vulnerabili nei momenti in cui c’è da stringere i denti. Un terreno dove Conte di solito sa colpire.
LA CHIAVE DEL MATCH:
Tutto si giocherà sull’uscita del Chelsea dal pressing alto del Napoli. Se i Blues riusciranno a saltare la prima linea di pressione, avranno spazi per attaccare e mettere in difficoltà la retroguardia azzurra. In caso contrario, rischieranno di essere schiacciati e subire il ritmo imposto dagli uomini di Conte. Dall’altra parte, il Napoli dovrà sfruttare la sua arma migliore: la transizione veloce, portando subito in profondità Lucca o Hojlund e dando libertà di inventare a De Bruyne. Sarà una partita di nervi, di dettagli e di momenti: la capacità del Chelsea di rimanere lucido contro la ferocia tattica del Napoli di Conte potrebbe determinare l’esito della sfida.


