Guida alla clausola di non concorrenza di mobilità che incatena Spalletti.

Come tutti sappiano il contratto sottoscritto, senza puntare una pistola alla tempia, da Spalletti con il Napoli era un biennale; con la possibilità per il Napoli di fare valere la proroga unilaterale dello stesso facendo valere un’opzione entro una certa data. Orbene la società azzurra ha fatto valere questa opzione di rinnovo con l’invio della famigerata pec a Spalletti. Quello che molti non sapevano che lo stratega Chiavelli con l’ausilio dell’Avv. Grassani ha inserito nel contratto di rinnovo e quindi non nel contratto biennale che spira naturalmente al 30.06-23 una cd clausola di non concorrenza di mobilità.  Trattasi di un artifizio giuridico pienamente legittimo per tutelare il datore di lavoro ed accettato dal dipendente al momento della sottoscrizione del contratto. Nello specifico il datore di lavoro in questo caso De Laurentiis si tutela dal fatto che Spalletti decida di non accettare la proroga unilaterale di contratto e si dimetta. Ebbene in un contratto normale senza clausola con le dimissioni il toscano rinuncia allo stipendio ed è libero di sottoscrivere un nuovo contratto per la stagione 23-24 con un altro club. Nel caso di specie invece le dimissioni di Spalletti comportano che lo stesso non è liberato dal contratto con il Napoli fino al 30.06.24  in quanto non potrebbe sottoscrivere un contratto con un’altra società, ossia il Napoli si è riservato il diritto per un anno successivo alla stagione attuale di non vedere allenare Spalletti in nessun altro club che non sia la SSC NAPOLI. Ciò viene fatto per tutelare il Know- how dell’azienda Napoli acquisito in due anni consecutivi di lavoro e di non poterlo mettere a disposizione di una potenziale società concorrente del Napoli, se non a partire dalla stagione 2024-2025. Ovviamente per accettare una clausola del genere in un contratto di solito viene stabilito un quid economico integrativo nella base del contratto annuale  e di cui Spalletti sicuramente avrà usufruito. La violazione di questa clausola da parte del contraente Spalletti esporrebbe lo stesso ad un risarcimento danni nei confronti del datore di lavoro De Laurentiis, non conosciamo però l’entità di questo indennizzo. In ultima analisi se Spalletti non vuole rimanere a Napoli per la stagione 2023-2024, non gli basta rassegnare le dimissioni per poter lavorare in un altro club ma è necessario una rescissione consensuale del contratto di proroga ossia quello che partirebbe dal 01.07-23 e quindi l’assenso di De Laurentiis che potrebbe non arrivare mai o potrebbe essere valutato una determinata cifra economica ossia una sorta di liberatoria e buona uscita come già fece con il Chelsea per liberare Sarri.

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