I Napoli-Fiorentina dei due scudetti

 In Messico ho vinto il mondiale ma, non ero a casa mia come a Napoli oggi “. Queste furono le prime parole pronunciate da Diego, ebbro di gioia, alla fine di Napoli – Fiorentina 1 -1 del 10 maggio 1987, gara che sancì per la prima colta il Napoli campione d’ Italia dopo 61 anni di storia. Quel giorno Maradona non andò a rete ma, con uno dei suoi magici assist,  fu lui a lanciare Andrea Carnevale solo davanti al portiere per il gol del parziale 1 -0, poi pareggiato da Roberto Baggio, al suo primo centro in serie A. La felicità di Diego, ormai napoletano di adozione, era immensa per aver centrato lo storico traguardo ed è inevitabile che, a tutti noi che abbiamo il cuore dipinto di azzurro, ogni volta che gli azzurri affrontano la Fiorentina, torna alla mente quel magnifico ed indimenticabile pomeriggio. Al tempo l’ allora San Paolo conteneva circa 80,000 spettatori anziché 55.000 come oggi. Non c’ era uno spillo libero in quello che Domenica pomeriggio, celebrerà gli ” eredi ” degli scudetti del 1987 e del 1990, dopo il pareggio di Udine che ci ha regalato, questo terzo scudetto vinto stradominando sui campi di tutta Italia. Stavolta il risultato contro i viola non sarà decisivo ai fini della conquista del tricolore come invece fu, oltre che nel 1986 -1987, anche nel 1989 -1990. Fu quella, una partita davvero indimenticabile per il suo svolgimento. Alla fine del primo tempo ( si era alla quinta giornata ), gli ospiti conducevano per 2 -0, grazie ad una doppietta di Baggio. Il fantasista veneto realizzò il primo gol partendo addirittura da metà campo, saltando come birilli gli avversari, compreso il povero Giuliano Giuliani. Il secondo centro lo segnò su rigore. Al primo minuto della ripresa fu concesso un penalty pure al Napoli. Diego, appena entrato in campo, dopo il suo volontario esilio estivo in Argentina che fece tribolare tutta Napoli, se lo fece parare da Landucci ( si proprio lui, l’ attuale ” secondo ” di Allegri ). Ma, la sola presenza del ” fenomeno ” cominciò a far girare a pieno ritmo tutta la squadr, che strinde d’ assedio la formazione ospite. Prima andò in rete Renica con un curioso tirto da lontano, pareggiò Careca con un tocco felpato dei suoi ed infine, su corner battuto da Diego, a tre minuti dalla fine, in tuffo, Giancarlo Corradini firmò il clamoroso 3 -2. Insomma, in tutti gli altri due casi ( specie nel secondo ), la Fiorentina fu decisiva ai fini della conquista del magico triangolino. Ora non sarà così : Domenica, con qualsiasi risultato, si festeggerà fino a notte inoltrata, il terzo scudetto. Ma, se le cose andranno bene, sarà ancora più bello…Vai Napoli !!!

EMANUELE OROFINO

 

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