I nostri guerrieri azzurri: Lozano

Continua la rubrica sui nostri guerrieri azzurri.

La fascia destra azzurra ha avuto quest’anno un altro padrone indiscusso, Hirving Rodrigo Lozano Bahena. Il messicano ha sempre dimostrato di essere un giocatore ambizioso senza mai nasconderlo. Lo disse chiaro lo scorso anno di voler giocare in una grande squadra e ambire a traguardi eccellenti. Questo scudetto e l’approdo ai quarti di Champions gli hanno dimostrato che la piazza di Napoli non sarà Madrid o Barcellona per la loro tradizione di vittorie in patria e in Europa, ma di certo è una piazza che lavora bene e si è dimostrata vincente. Il suo apporto sotto la guida di Ancelotti prima e di Gattuso poi, gli hanno permesso di farsi notare per le innante qualità in fase offensiva con dribbling e tecnica. In Olanda il suo score era sempre in doppia cifra mentre a Napoli, complice anche il suo migrare da destra a sinistra, specie nei primi due anni, lo ha portato ad andare solo per una volta in doppia cifra, nell’anno della conquista della Coppa Italia. Sotto la guida di Spalletti, non avendo più davanti Callejon, ma potendosi giocare il posto con Politano, ha ripreso un po’ della verve che lo aveva fatto apprezzare dallo scouting azzurro.

Spalletti lo ha schierato per ben 41 volte, tra Campionato e Champions, anche da subentrante, vista la competizione con Politano. Oltre duemila i minuti giocati dal messicano. Tatticamente è apparso anche meno indisciplinato accettando anche di buon grado il lavoro di copertura che non era tra le sue qualità più spiccate. Questo in chiave realizzativa non gli ha permesso di andare troppe volte a tabellino. Appena quattro infatti le sue reti, tre in Campionato e uno in Champions. Gol tutti concentrati nella prima fase della stagione, prima della sosta Mondiale dove purtroppo con il Messico ha dovuto subito lasciare la competizione nei gironi. In chiave assist, tanti sono stati i suoi contributi alla manovra offensiva degli azzurri. Decisivo in partite come quella di Francoforte dove con Osimhen creò non pochi grattacapi alla retroguardia tedesca. Difficilmente dimenticherà la serata di Udine e l’abbraccio dei tifosi in campo per una vittoria che è anche una rivincita per lui.

Anche lui, come altri, è incerto sulla permanenza nella prossima stagione. Peccato aver chiuso in anticipo la stagione a causa di un brutto infortunio che gli ha impedito di disputare le ultime quattro gare in stagione e che probabilmente lo porterà a saltare buona parte del prossimo ritiro. Ha ancora un anno di contratto ma con cifre che oggi sono leggermente oltre i tetti che il presidente De Laurentiis ha fissato per proseguire virtuosamente la strada verso la vittoria, con un occhio deciso al bilancio. Questa estate sarà decisiva per il suo futuro. Di certo il messicano non è mai stato la vera “bambola assassina” che tutti si aspettavano. Lo si è visto a tratti ma non con la continuità attesa. Questo scudetto è, però, anche figlio dei suoi scatti, dei suoi dribbling, dei suoi recuperi e dei suoi assist che hanno fortemente inciso sull’ottimo cammino in campionato e in Europa. La grinta non gli è mai mancata, contro tutti gli avversari. Come non dimenticare il faccia a faccia con Theo Hernandez nel quarto di finale a SanSiro. Questa annata resterà per Chucky storica perché il suo nome sarà ben scolpito negli almanacchi. Lui primo messicano a vincere un tricolore sia in Serie A che con la maglia del Napoli.

WATCH: Injured Mexico star Hirving 'Chucky' Lozano celebrates on crutches and on teammates' shoulders as Napoli revel in historic Scudetto | Goal.com Cameroon

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