I nostri guerrieri azzurri:Gaetano

Continua la nostra rubrica sui guerrieri azzurri.

Uno dei due napoletani in rosa, con Marfella, Gianluca Gaetano si è goduto questo scudetto  come un vero tifoso. Dopo la promozione con la Cremonese, che gli ha permesso di fare il grande salto, Gaetano ha finalmente avuto la possibilità di vivere una intera stagione in azzurro senza le continue attese di un prestito. Già Ancelotti ne aveva apprezzato le qualità quando, appena 19enne lo fece esordire. Spalletti lo ha plasmato e voluto trattenere per valutarne da vicino le qualità. Qualità che il tecnico ha sempre lodato anche se poi alla fine le sue apparizioni sono sempre state fugaci.
Solo 68’ totali in tutta la stagione in Serie A divisi in otto apparizioni. Ad esse vanno aggiunte tre presenze in Champions sempre per scampoli di partita nei gironi. Solo nel finale di stagione, a scudetto acquisito, è riuscito finalmente ad avere la possibilità di mettere in mostra il suo talento. Non dimenticherà mai la sera del 4 Maggio, giorno che precedeva il suo 23esimo compleanno. Regalo più grande non poteva riceverlo dalla sua squadra del cuore, quella in cui è cresciuto facendo la trafila in tutte le categorie delle giovanili. Un regalo a cui ha contribuito lui stesso mettendo il suo personale fiocco qualche settimana dopo. La gara con l’Inter alla 36esima giornata non la dimenticherà di certo perché è coincisa con la sua prima rete in serie A. Entrato a 7’ dalla fine, recupera un pallone in mezzo al campo e dopo una triangolazione con Simeone batte Onana per il 3-1. E lo fa sotto la curva B dove andava da ragazzino, lo fa al Maradona, nell’anno dello scudetto numero 3. Più bella cosa non c’è. Il sigillo che completa la pergamena della sua storia azzurra. Un sigillo indelebile per una stagione forse troppo in secondo piano per lui. Peccato l’infortunio nell’ultima gara della stagione che lo farà festeggiare la premiazione Scudetto con le stampelle. Una piccola parentesi sfortunata che però non gli precluderà il prossimo ritiro per una nuova stagione che per lui potrebbe finalmente essere quella della consacrazione. Un talento finora visto a sprazzi che però è sbocciato in questo vincente finale di stagione e che merita la giusta attenzione.
Non è facile da napoletano giocare nel Napoli, ma farlo con uno scudetto in dote potrebbe essere forse più facile. Lui erede designato di Lorenzo Insigne, è riuscito in una sola stagione a vincere un qualcosa che non era riuscito al suo predecessore e adesso non può che guardare avanti per traguardi sempre più importanti dipinti di azzurro.
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