Il Napoli sta soffrendo troppo, forse…

Il Napoli sta soffrendo troppo, forse…

“La sofferenza fa parte della vittoria”, così Antonio Conte nella conferenza stampa prima del match contro l’Empoli.

La dimostrazione ultima è stata proprio la partita di Empoli, vinta 0-1 con un rigore (dicono dubbio) realizzato da Kvara. Prima di quel momento il Napoli non aveva creato nulla e stava “soffrendo”, soprattutto nel primo tempo con tre interventi di Caprile. Ma quanto è stato effettivamente pericoloso l’Empoli? Analizziamo i dati: nel calcio moderno si utilizzano e vanno molto di moda i cosiddetti xG (expected goals), ovvero i gol attesi. Secondo questa statistica il Napoli ha meritato di fare un gol, mentre l’Empoli no. Quindi il Napoli avrebbe dovuto segnare 1,4 gol mentre l’Empoli 0.69. Detto questo, il Napoli, quindi, è stato pericoloso il doppio dell’Empoli.

Però è anche vero il fatto che forse con quest’atteggiamento si penalizzano un po’ le qualità offensive di Matteo Politano, che, dalla scorsa stagione è il calciatore azzurro che crea più occasioni da rete (ben 85 occasioni create). Politano ormai sembra quasi giocare terzino, fa il quinto a tutta fascia e lo fa perchè glielo chiede Conte. Questo è ciò che viene recriminato al mister. Baricentro troppo basso, atteggiamento troppo guardingo anche contro squadre nettamente inferiori a livello tecnico. Nei primi tempi contro Como ed Empoli non si riusciva nemmeno a ripartire.

Politano è fondamentale per Conte nella doppia fase, Neres questa cosa non ce l’ha. Nell’ultima conferenza stampa, mister Conte ha fatto capire che in realtà il ballottaggio ora sarà tra Kvara e Neres, con Politano imprescindibile per la doppia fase.

Si pensava che con squadre più “abbordabili” potesse giocare Neres, sacrificando la fase difensiva e cercando di dare più spettacolo, mentre nelle partite, sulla carta, più “difficili” avrebbe giocato Politano perché garantisce maggiore copertura. Fino ad ora ciò non è accaduto e anche con squadre di livello inferiore il mister ha preferito Politano.

Forse anche per tenere sull’attenti i suoi, per dare un segnale quando dice “non esistono partite facile, tutte le partite vanno giocate”. Ricordiamo che il Napoli viene da un decimo posto e 48 gol subiti. Conte ha voluto lavorare molto sulla solidità difensiva e ci sta riuscendo. Fino ad ora il Napoli ha portato a casa 5 clean sheet. È comprensibile che Conte abbia voluto cercare, prima di tutto, maggiore solidità difensiva con una coppia di centrali insuperabile come Buongiorno e Rrahamani, trovando anche il supporto di un gran Politano, che, nonostante non sia sempre lucido per fare tutta la fascia, riesce sempre a creare qualcosa (un esempio: il rigore conquistato proprio ad Empoli).

Il Napoli ha sofferto soprattutto nei primi tempi lo abbiamo vinto con Empoli e Como. Il Napoli lascia quasi il pallino del gioco agli avversari, chiunque essi siano, per poi far male con la verticalità e in contropiede. La musica cambia nei secondi tempi.

Infatti il Napoli ha cambiato atteggiamento sia nella sfida contro il Como che contro l’Empoli andando ad aggredire subito gli avversari con un approccio totalmente diverso, e questo è sicuramente merito di Conte. In entrambe le circostanze la partita cambia praticamente subito e il Napoli non subisce nulla più. Un dato importante è che il Napoli è la squadra che guadagna più punti nei secondi tempi. È successo con Parma, Como ed Empoli. Conte quindi sarà entrato nella testa dei giocatori, li avrà caricati e motivati, oltre ogni possibile forma. Sappiamo quanto sia capace di incidere a livello mentale, cosa abbia detto resterà un mistero. Di sicuro avrà toccato tutte le corde possibili, dall’aspetto tattico (evidente nella nuova disposizione e con un atteggiamento completamente diverso) a quello psicologico ed emotivo.

Qui a Napoli siamo abituati a vedere il bel gioco, ma non è l’unica strada che porta alla vittoria e Conte lo sta facendo capire a tutta la piazza.

Il Napoli è vittima del bel gioco che è rimasto nella testa dei suoi tifosi, ma che di fatto, non ha portato a vincere, tranne con Spalletti nella stagione d’oro 2022/23. I 91 punti di Sarri non hanno portato a uno scudetto, ed è stato un dei più bei Napoli della storia. Invece il Napoli di Antonio Conte vince le partite anche senza dominare, senza, a volte, nemmeno meritare i tre punti. La scelta di lasciare il pallino del gioco agli avversari è una cosa che a Napoli non si vede spesso. Il Napoli è da anni abituato a dominare il gioco, ora però la storia sta cambiando. Il mister ci sta insegnando un nuovo modo di intendere il calcio che qui a Napoli non si riesce a comprendere.

Non bisogna essere per forza belli per vincere, il Napoli ha fatto uno step mentale dato da uno dei mister più vincenti della storia del calcio italiano, che capirà pur qualcosa.

Il Napoli è nelle sapienti mani di un grande allenatore e di certo saprà qual è il modo migliore per vincere le partite e portare a casa il risultato, poi, se il tutto viene anche giocando bene, ben venga.

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