Il racconto di Juventus-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri  con il classico gioco dell’alfabeto

 

Apprensione per l’evoluzione del campionato e per i risultati, che stanno facendo scivolare il Napoli sempre più lontano dalle posizioni che contano.

 

Baricentro decisamente più alto e squadra più corta, ma ciò non è bastato per portare a casa un risultato positivo dallo Stadium. Rammarico.

 

Chiesa disputa una partita da top, dimostrando di poter fare la differenza in qualunque momento, animando l’attacco bianconero e mandando in tilt la retroguardia avversaria.

 

Disastro annunciato: era prevedibile che dopo questo ciclo di partite il Napoli potesse sprofondare ulteriormente. Adesso sarà fondamentale dare serenità e compattezza all’ambiente e recuperare nei prossimi appuntamenti.

 

Entra male in gara Elmas, che sbaglia anche diversi appoggi piuttosto semplici, senza mai riuscire a saltare l’avversario e a creare qualche spunto interessante.

 

Finalizzazione ai minimi storici: fin da inizio anno il Napoli spreca eccessivamente davanti alle porte dei propri rivali e puntualmente subisce gol alla prima vera occasione. È il calcio.

 

Gatti trova il secondo gol consecutivo, dopo quello di Monza, trascinando la Juventus sempre più a braccetto con l’Inter. Calciatore che per tanti motivi ricorda sempre di più Chiellini.

 

Ha lottato fin dal primo minuto, provando a far salire la squadra e a giocare di sponda. Osimhen dà l’anima, ma non è ancora al top della forma. Servirà in versione ottimale per condurre il Napoli alla rimonta.

 

Illuminante il lancio in verticale di Zielinski che innesca Osimhen, nella circostanza del gol fallito da Kvara. Una delle poche giocate deliziose del centrocampista polacco, che al di là di questo non sfoggia una prestazione brillante.

 

La notte da incubo di Kvara: un gol fallito clamorosamente, non da lui, in un periodo non propriamente felice. Si riscatterà senza alcun dubbio, ma stavolta l’errore pesa tanto.

 

Max Allegri manifesta enorme soddisfazione soprattutto per aver congelato la zona Champions, mettendo il Napoli a meno dodici punti. Impensabile qualche mese fa.

 

Non perdeva tre partite consecutive in tutte le competizioni dal 2016. Era il Napoli di Sarri, sono passati quasi otto anni e la speranza è che ci sia un’analoga risalita.

 

Orsato dirige piuttosto bene, non ha grandi problemi nella gestione della gara. Tuttavia, mancano alcuni gialli ai danni dei calciatori della Juventus, i quali hanno usato sempre le maniere dure.

 

Pragmatica, cinica e attenta la Juventus, che non darà spettacolo, ma sta trovando energie e forze per vincere le gare in qualunque modo e contro qualunque avversario.

 

Quarto posto momentaneamente abbandonato, in attesa delle altre partite. Bagno di umiltà, determinazione e pedalare con convinzione.

 

Rrahmani sta vivendo un periodo assolutamente negativo, facendosi anticipare sul tempo dal saltatore avversario. Circostanza che si è già ripetuta precedentemente. Nota negativa.

 

Splendido il cross di Cambiaso, che pennella una traiettoria magistrale per la testa di Gatti. Giocata pesantissima, che vale i tre punti e la  vetta momentanea.

 

Tenta la conclusione dalla distanza sfiorando il palo, anzi toccandolo leggermente. Sfortunato Politano, che è l’unico che può far male nelle conclusioni da lontano.

 

Una sconfitta che fa ancora più male, perché la sensazione è che la rosa degli azzurri sia superiore rispetto a quella dei bianconeri. Dodici punti di distacco sono un abisso, frutto dei demeriti dei partenopei.

 

Vincere immediatamente per ritrovare anche un pò di fiducia e uscire da un pericoloso vortice di negatività. Contro il Braga sarà una gara decisiva per molteplici fattori.

 

Zero reti nonostante un dominio costante nella metà campo avversaria. Oltre ai noti e pesanti errori difensivi, il Napoli fa fatica anche negli ultimi metri, non riuscendo a trovare il varco giusto.

Zibaldone
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