Insieme brillo di più

Amir Rrahmani, 30enne difensore Kosovaro, è a Napoli da diversi anni, da quando sulla panchina azzurra c’era Gennaro Gattuso, ed al suo fianco Kalidou Koulibaly. Si è dimostrato il sostituto naturale di Albiol dopo la sua partenza, siccome Manolas non rispettò le aspettative. Un ottimo difensore che ha goduto di eccellenti compagni di reparto: è passato appunto da Koulibaly a Kim, fino a Buongiorno, sfoggiando prestazioni di alto livello e dimostrandosi affidabile. Nel mezzo però c’è stata un’altra parentesi, meno felice. Nello scorso campionato al di là che tutto non ha funzionato, è saltato all’occhio un Rrahmani mai visto prima. Praticamente tutti gli esterni della Serie A lo superavano facilmente, e tutte le punte facevano goal quando venivano marcate da Amir. Cosa sta a significare tutto questo? Che non è un difensore che brilla di luce propria. Ha bisogno di un fortissimo difensore al suo fianco per rendere di più, non è un leader capace di dare sicurezza ai suoi compagni, piuttosto sono gli altri che devono farlo sentire al sicuro. Ma secondo una statistica del CIES, ente che studia il calcio tramite i dati, Amir Rrahmani sarebbe stato per qualche gara il difensore più forte al mondo nel gioco aereo. Nella classifica stilata, il centrale del Napoli spiccava su Van Dijk e Ousmane Diomandé, difensore ivoriano classe 2003 dello Sporting Lisbona. Il centrale del Napoli sembra quindi essere tornato ai livelli della stagione dello scudetto, in cui si impose come un difensore fisico, tattico ed estremamente concentrato. Tanti dei meriti sono da attribuire ad Antonio Conte, allenatore in grado di riportare ad alti livelli i giocatori allenati, grazie al lavoro fisico, tecnico ed attitudinale svolto su quest’ultimi. Quindi come direttore d’orchestra no, ma un ottimo musicista del coro.

