Kvara-Rudi: Amore o calesse?

Ricordiamo un vecchio film di Massimo Troisi “Pensavo fosse amore e invece era un calesse”. Tra Rudi Garcia e Kvara sembra che questo amore non riesca a sbocciare. Quali i motivi?

Le prime giornata hanno visto il numero 77 azzurro, autentico trascinatore con Osimhen della cavalcata scudetto dello scorso anno, fuori dagli schemi del neo tecnico francese del Napoli. Non convocato a Frosinone per i postumi di un fastidio muscolare, Kvaratskhelia ha visto il campo nell’ultima mezz’ora della gara contro il Sassuolo e appena 65’ scarsi in quella persa contro la Lazio.

In entrambe le apparizioni, il georgiano ha, comunque, dato fondo a tutto il suo repertorio e alle sue qualità tecniche sopraffine. Contro i neroverdi è suo l’assist al bacio per Di Lorenzo che con il 2-0 chiude la gara. Contro la Lazio, finchè è stato in campo, ha fatto ammattire la retroguardia biancoceleste. Solo una grandissima parata di Provedel gli ha impedito di segnare quello che sarebbe stato il gol più bello della giornata. Poi, quasi inspiegabilmente, Rudi Garcia lo toglie al 65’ e da lì la luce del Napoli si spegne. Al suo posto, come nelle precedenti occasioni, è Raspadori ad occupare la zona sinistra. Ma tra i due c’è un modo di giocare diverso, non simile ma complementare come ci ricordiamo dalle prestazioni in Champions dei due in coppia lo scorso anno. Eppure Garcia, per chissà quale assonanza tecnica, li alterna, non senza lasciare qualche perplessità. Questo ha dato adito a voci del tipo…il contratto di Kvara, i diktat della società che vuole Raspadori più al centro del progetto….tutte fandonie, per usare un eufemismo, e anche per non ripetere quanto già pubblicato dalla società nei suoi tweet. Sembra quasi che Garcia cerchi in Kvara quello che non ha. Accentrarlo troppo nel gioco in parte lo snatura e gli fa perdere quella imprevedibilità sulla fascia che ha fatto ammattire i difensori in serie A e anche in Europa. Quali le ragioni allora? Di certo le caratteristiche di Kvara si sposerebbero con la filosofia del tecnico francese che predilige i giocatori veloci e di qualità. Forse la qualità di Kvara non è centrale a qualche idea tattica che Garcia ha in testa e ancora non ci ha esternato?

Serve chiarezza su questo matrimonio e su questo amore ancora non sbocciato. Se diventasse un calesse, a farne le spese ne sarebbe il Napoli tutto che non avrebbe più nella centralità del suo gioco un calciatore dalla qualità eccelsa che può dare imprevedibilità alla manovra offensiva. Il gioco ad imbuto visto nei minuti finali contro la Lazio è figlio della prematura uscita di Kvara prima e Politano poi, giocatori capaci di allargarsi e saltare l’uomo aprendo i varchi per Osimhen e per l’inserimento dei centrocampisti in zona gol. Mister Garcia ci sciolga i dubbi…è amore o è un calesse quello con Kvara? E come nella colonna sonora del film di Troisi, sopra citato, Mister ci dica “quando quando” rivedremo Kvara al “centro del villaggio”. Si fa ancora in tempo, restando credibili, a rivedere le proprie idee e a ritrovare al centro del gioco la qualità del numero 77 che, da solo, può cambiare il volto delle gare. Certi giocatori, anche con una gamba sola, a volta fanno più di altri. Anche al 60%, Kvara può fare meglio di un cambio che è al 100% perchè le qualità e l’imprevedibilità compensano la mancanze nella forma atletica che non sempre ti fa vincere le partite.

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