La competenza è la qualità vincente

Ci sono cose che non si comprano al mercato ma soprattutto che sono nel DNA di una società e dei suoi protagonisti, in campo e fuori.

Celeberrima una frase anni 80 del Presidente Massimino del Catania. Alla domanda di un giornalista: ”Presidente la sua squadra manca di amalgama” a cui rispose candidamente” Non c’è problema ditemi dove gioca e lo compro”. Quest’anno il Napoli ha raggiunto l’obiettivo societario della qualificazione Champions, sfuggita per due anni, ma non ha saputo sfruttare una scia scudetto che sembrava tracciata. Mancanza di amalgama?…. beh può darsi…ma una mancanza c’è stata e le differenze tra il Napoli e il Milan sono apparse chiare. I rossoneri hanno approfittato delle disattenzioni delle favorite Inter e Juventus sfruttando in pieno il momento grazie alla competenza dei suoi dirigenti.

Ecco la parola che nel vocabolario azzurro è apparsa assente: Competenza. La vittoria del Milan ha fatto riemergere dubbi e perplessità sulla continuità del progetto tecnico del Napoli. In primis le stesse parole del Presidente De Laurentiis hanno riacceso una lampadina mettendo a fuoco il tema del monte ingaggi. Ai tempi di Mazzarri e Benitez si diceva che il Napoli aveva un monte ingaggi basso rispetto alle altre e quindi non si poteva pretendere di più. Il Napoli di oggi ha un monte ingaggi che è terzo dietro Inter e Juventus, il che giustificherebbe la posizione finale ma il Milan primo con un monte ingaggi inferiore del 10% a quello azzurro ha riaperto una ferita.

Non è quindi il monte ingaggi a fare la differenza ma la competenza nello sfruttare il budget a disposizione e a fare delle scelte a volte impopolari ma che poi pagano. Maldini ha dimostrato grande competenza rinunciando, con non poche critiche, a Donnarumma e prendendo comunque un signor portiere come Maignan. Ha saputo pescare nel Chelsea un giocatore come Tomori e cogliere in questi anni l’occasione Hernandez grazie ai suoi contatti con il Real. Ha investito in profili dall’età non verde come Florenzi, Giroud e Ibra che hanno dato consapevolezza ad un gruppo giovane facendolo crescere. Maldini ha inoltre difeso contro tutti, proprietà compresa, l’operato del tecnico Pioli che, senza proclami populisti, ha dimostrato che con competenza e con un DNA vincente alimentato dalla società, si possono raggiungere risultati eccellenti.

Ora è il momento della dirigenza azzurra di fare un’analisi profonda e costruttiva. Se c’è la volontà di proseguire con il progetto tecnico e renderlo sempre più vincente con trofei e non con piazzamenti, si deve, con competenza, avere il coraggio di fare delle scelte e ricostruire un gruppo ormai logoro. Serve quindi costruire una struttura dirigenziale adeguata. Non ci si può affidare solo alle frasi populiste. Si devono cercare dirigenti e profili di giocatori dal DNA vincente. Si possono anche pescare i talenti dalle piccole come ha fatto il Milan con i Tonali, Bennacer, Krunic, Messias ma affiancargli giocatori che abbiano esperienza e qualità delle big europee per farli crescere. Deve essere un mix che, con la giusta “amalgama”, porti ad un ciclo vincente. E come detto all’inizio, l’amalgama non si compra al mercato ma si costruisce solo con la competenza.

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