L’AMORE CONTA…
L’amore conta è il titolo di una bellissima canzone di Luciano Ligabue, che parla di sentimenti forti, infiniti, che nulla può scalfire. Non è così nel calcio moderno, Higuain passa all’odiata rivale pluriscudettata bianconera, potenza del calcio nostrano. Si dirà che il Napoli riceverà un bel gruzzolo, 94 milioni e passa di euro per un calciatore di quasi 29 anni, ma Gonzalo era più di un semplice calciatore. Il Pipita si era indentificato con la piazza ed i tifosi avevano visto in lui quello che combatte, cade e si rialza, insomma il simbolo del Napoli Calcio e della città. Senza un pizzico di riconoscenza verso quella piazza che ha gioito con lui al raggiungimento di un traguardo personale, il record di reti in campionato, Gonzalo se ne va, va via, come ha ribadito a più riprese il fratello-agente, perché lui vuole vincere e il Napoli no. Parla di promesse non mantenute, di acquisti di basso livello e di mancanza di strutture all’altezza. E il presidente? Aurelio De Laurentiis aveva imposto una clausola rescissoria nel contratto del Pipita, sicuro che nessuno avrebbe sborsato quella cifra, ma è anche certo che se c’è una clausola significa che il presidente è disposto a vendere. E la storia si ripete, dopo Lavezzi, dopo Cavani, tocca a Gonzalo, ma mentre per i primi due la perdita era stata “sopportabile”, per Higuain non è così, lui va alla Juventus, in serie A, con altri colori e soprattutto con i colori della più odiata calcisticamente dai tifosi azzurri. Questo calcio moderno è così, dove si parla di fatturati, bilanci, plusvalenze, diritti di immagine, introiti, marketing, non si lascia più spazio ai sentimenti, all’attaccamento alla maglia, alla gratitudine. Lo stesso presidente fa l’imprenditore, lui che aveva preso il Napoli dodici anni fa dalla melma, oggi la sua “azienda” dà guadagni e cosa si può rimproverare ad un imprenditore che compra a 40 e vende dopo 3 anni a 94?

