L’Inter offesa dal VAR? Un silenzio stampa che sa di alibi
Il pareggio interno contro la Lazio non solo complica maledettamente la corsa scudetto dell’Inter, ma rivela un atteggiamento che dovrebbe far riflettere più in casa nerazzurra che altrove.
Dopo novanta minuti in cui il VAR ha applicato correttamente ogni singolo protocollo, la reazione dell’Inter è stata quella di rifugiarsi in un silenzio stampa che ha il sapore della polemica pretestuosa. Offesi? Per cosa, esattamente?
È difficile comprendere la logica di questo vittimismo quando le immagini parlano chiaro: nessuna decisione arbitrale contraria, nessun torto subito. Anzi, il VAR di Milano ha agito con precisione chirurgica, confermando l’assenza di irregolarità in episodi chiave.
Eppure, la società ha preferito calare il sipario sul dialogo, come se il pareggio fosse colpa di un destino ingiusto piuttosto che delle proprie responsabilità.
Ma l’Inter, più che sentirsi vittima, dovrebbe farsi un esame di coscienza. Ha già buttato via punti preziosi contro Roma e Bologna, match in cui si è vista una squadra spenta, incapace di chiudere partite ampiamente alla portata. La partita contro la Fiorentina, poi, grida vendetta al buonsenso: basti pensare al cross di Bastoni arrivato da una palla clamorosamente fuori dal campo. In quel caso, nessun silenzio stampa, nessuna indignazione. Due pesi, due misure?
Il silenzio stampa, in questo contesto, appare come un modo goffo per nascondere le proprie lacune dietro a un presunto complotto arbitrale che semplicemente non esiste.
La società si trincera dietro una cortina di silenzi, lasciando agli altri il compito di analizzare una realtà evidente: non si perde uno scudetto per colpa del VAR, ma per aver sciupato le proprie occasioni.
Invece di offendersi, l’Inter dovrebbe guardarsi allo specchio e riconoscere i propri limiti. Solo così potrà tornare a vincere con lucidità e non con lamenti inutili.

