Lo Zibaldone azzurro: Eintracht Francoforte-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Atteggiamento da corazzata: il Napoli non cambia mai atteggiamento anche quando si alza l’asticella e si giocano partite di livello assolutamente più elevato. Manifesto di superiorità.

Baricentro basso dell’Eintracht, che di fatto propone un calcio all’italiana con una linea difensiva da cinque e la mediana composta da quattro effettivi. I tedeschi provano a far male soltanto in ripartenza.

Clamorosa partita di Kim Min-Jae, il quale riesce a limitare un osso duro come Kolo Muani, mandandolo spesso verso l’esterno. Nella ripresa si esalta anche con i suoi consueti strappi in velocità. Con l’ammonizione entra in diffida.

Deutsche Bank Park che si ammutolisce gradualmente in seguito all’espulsione di Kolo Muani. Spettacolare atmosfera prima del fischio di inizio, ma anche il pubblico tedesco deve fare i conti con un Napoli altisonante.

Espugnata Francoforte grazie ad una prestazione stellare: man of the match Hirving Lozano, che riceve il meritatissimo riconoscimento dalla UEFA al termine del match.

Fraseggio stupefacente, condotto dal magister Stanislav Lobotka, che fa di tutto e di più in campo. Pressing, impostazione, recupero palla, velocità e intelligenza soprannaturale.

Gesto fondamentale di Victor Osimhen, il quale va immediatamente a rincuorare e ad alzare la testa di uno sconsolato Kvaratskhelia, che aveva appena fallito dal dischetto. Leader.

Hirving Lozano è sicuramente tra i migliori in campo. Il messicano straripa letteralmente sulla corsia di destra, colpendo un palo, siglando l’assist per Osimhen ed effettuando un lavoro costante ed intenso in entrambe le fasi.

Impressionante Frank Zambo Anguissa, autore di una prova davvero splendida. Dominante a centrocampo, qualità estrema, partecipazione a tutte le occasioni create e merito di aver provocato il rosso di Kolo Muani.

Leggerezza commessa in coabitazione da Lozano e Osimhen, che sprecano tanto in occasione del raddoppio annullato al centravanti nigeriano per posizione di fuorigioco. Poteva essere gestita meglio quella circostanza di due contro uno.

Mancino perfetto di capitan Di Lorenzo, che sigla il suo secondo centro in questa edizione di Champions League. Partita autorevole, ma fa la differenza anche rubando palla e imbeccando Lozano nell’azione del rigore.

Non ha funzionato lo studio trimestrale di Glasner, alla ricerca dei punti deboli del Napoli. Vediamo se nell’arco di tre settimane cambierà qualcosa…

Ottimi anche gli ingressi di Politano e Simeone, che garantiscono freschezza e vivacità nel possesso. Da rivedere Elmas e soprattutto Ndombele, il quale ha giocato con troppa sufficienza.

Parte in maniera timida, sbagliando qualche passaggio di troppo, tuttavia cresce in maniera evidente Mathias Olivera, autore di un’altra gara estremamente positiva in ambito europeo. Nella ripresa fornisce un contributo prezioso nello sviluppo della manovra.

Quarti di finale sicuramente più vicini, tuttavia al Maradona servirà ancora concentrazione massimo, anche in virtù del fatto che l’Eintracht spesso riesce ad esaltarsi in trasferta. Piedi per terra, ma sempre con la consapevolezza di essere superiori.

Rigore sbagliato da Kvaratskhelia che tira di potenza alla destra di Trapp, tuttavia il portiere ex PSG effettua una grande parata beneficiando anche della conclusione a mezza altezza. I partenopei continuano ad avere un rapporto complicato con i penalty.

Spettacolo e goduria allo stato puro: vedere il Napoli che domina in tutti i campi d’Europa è un qualcosa di magico. Merito di un gruppo che sta provando a compiere la storia.

Tacco da urlo effettuato da Kvaratskhelia, che si riscatta dopo l’errore dagli undici metri e confezione un assist pazzesco per il raddoppio firmato da Di Lorenzo.

Unico rammarico non essere riusciti a siglare il terzo gol, che probabilmente avrebbe chiuso definitivamente la pratica ottavi di finale. Un pizzico di superficialità in fase offensiva nel finale.

Ventesima rete di un’implacabile Osimhen, che si inserisce con i tempi giusti e deposita la sfera in rete su suggerimento perfetto di Lozano. Trascinatore assoluto.

Zero reti subite contro un avversario di caratura elevata e in uno stadio a dir poco caloroso. Altra prova di forza di una difesa e in generale di una squadra che vuole ottenere sempre il massimo, senza porsi limiti.

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