Lo Zibaldone azzurro: Empoli-Napoli dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Atteggiamento da corazzata. Al di là della serie lunghissima di vittorie, al di là delle reti realizzate e delle pochissime subite…continuare a proporre le proprie idee anche con un giocatore in meno, e in una situazione di doppio vantaggio, è segnale di una forza impressionante.
Baldanzi effettua un buon lavoro in fase di ripiegamento, provando a dare un supporto alla mediana. Si inserisce raramente, ma quando lo fa dà comunque la sensazione di poter realizzare giocate importanti.
Castellani che si tinge di azzurro, quello del Napoli ovviamente. Tantissimi supporters straordinari al seguito di una squadra altrettanto spettacolare. Connubio vincente.
Diciannove reti in campionato per il vulcano Victor Osimhen, che lotta come di consueto su tutti i palloni, creando potenzialmente un pericolo al minuto. Si fa trovare al posto giusto nel momento ideale, poi sfiora il tris.
Ennesima trasferta senza incassare reti. Sesta consecutiva dopo la ripresa post-Mondiali. Dato che certifica una capacità di dominio su tutti i campi d’Italia e d’Europa.
Fondamentale anche in tutti i corner: Kvaratskhelia è un fattore in ogni circostanza. In tutte le azioni c’è sempre il suo zampino. Un giovane veterano.
Giro palla estasiante, veloce, fluido e soprattutto concreto. Tutti i tasselli al posto giusto, a costituire una scacchiera perfetta e a dir poco ammaliante.
Haas- Commette una quantità industriale di irregolarità per tentare di spezzare il fraseggio dei partenopei. Unico modo possibile per provare quantomeno ad attenuare la valanga azzurra.
Ingenuità clamorosa di Mario Rui, che lascia il Napoli in inferiorità numerica per circa mezz’ora. Leggerezza che poteva costare caro. Fortunatamente gli azzurri hanno continuato a dominare.
Luperto è autore di una prova decisamente negativa. Nulla da dire sul duello con Osimhen, quasi impossibile. L’ex azzurro tuttavia perde anche alcuni palloni sanguinosi in uscita dalla propria area.
Miglior centrocampista d’Italia e tra i big in assoluto a livello mondiale. Stanislav Lobotka è una ragione di vita. Altra partita pazzesca: vale da solo il prezzo del biglietto.
Neo-entrati Simeone e Gaetano, sfiorano immediatamente la marcatura ma Vicario è presente e gli dice di no. Ingresso in campo caratterizzato da tanta ferocia agonistica.
Ottima prova di Hirving Lozano, che conferma di essere in un periodo di forma entusiasmante. Pericolosissimo in attacco, generoso in fase di non possesso. Gli manca soltanto il gol, ma arriverà sicuramente.
Padroni del campo: sempre. Anche in inferiorità numerica è il Napoli ad andare vicino alla terza rete, non rinunciando mai ad essere propositivi. Prova di forza.
Quattordici partite di campionato da disputare col sangue agli occhi, pensando che ognuna di esse sia una finale. Niente è compiuto, si pensa esclusivamente partita per partita. Giusto così.
Reti che arrivano su situazione di palla inattiva. Come di consueto, i partenopei preparano alla perfezione qualsiasi schema riuscendo ad avere la meglio con una manifestazione di bellezza rara.
Soltanto complimenti e applausi per Eljif Elmas, elogiato anche da Spalletti nel post-partita. Il macedone gioca a tutto campo, non facendo minimamente avvertire l’uomo in meno.
Traversa colpita da Kim Min-Jae, che gioca con una sicurezza davvero impressionante. Non sbaglia un intervento e sfiora anche il terzo centro in stagione. Il mostro.
Una sola parata da compiere per Alex Meret, su un tiro dalla lunghissima distanza di Henderson poco dopo il vantaggio di Osimhen. Sicuro nelle uscite e abile anche con i piedi. Altra gara tranquilla.
VAR che viene chiamato in causa in occasione del calcio di Mario Rui ai danni di Caputo. Giusta la decisione di espellere il terzino portoghese per fallo di reazione.
Zanetti è obiettivo in conferenza stampa, affermando che il Napoli è un avversario in grado di ridicolizzare chiunque. Zero alibi e consapevolezza della superiorità altrui.

