Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Fiorentina dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Atteggiamento tutt’altro che positivo: fin dalle prime battute si era intravisto quello che poteva essere il copione della gara. Un Napoli che soccombe al gioco dei rivali e si fa trovare anche piuttosto disordinato.

Bestia nera a vita: ancora Jack Bonaventura, ancora al Maradona, ancora un gol letale. Il fantasista dei viola ammazza letteralmente il match siglando la rete del secondo vantaggio che taglia le gambe al Napoli.

Cestina la palla del vantaggio Victor Osimhen, che davanti a Terracciano non è freddo e getta alle ortiche la possibilità di un epilogo radicalmente differente. Errore che pesa, così come tutti gli altri.

Dopo Kvaratskhelia e Osimhen, è il turno di Matteo Politano, che viene sostituito in modo a dir poco inspiegabile e manda a quel paese il proprio allenatore. Gesti che andrebbero evitati, ma iniziano ad essere un pò troppi i punti di disaccordo.

Ennesima serata amara tra le mura del Maradona, che in passato era un fortino quasi inespugnabile, ma ultimamente sta diventando terreno di conquista abbastanza abbordabile.

Fanno discutere nuovamente le sostituzioni, con giocatori impiegati in ruoli del tutto inconsueti, andando a snaturare le loro caratteristiche e realizzando soltanto tanta confusione.

Giro palla del Napoli inefficace, a tratti inesistente, d’altro canto c’è una Fiorentina che porta avanti il proprio credo con pregi e difetti, continuando a convincere sul piano delle prestazioni.

Ha disputato una partita da veterano nonostante la giovanissima età: Kayode è l’ennesima scoperta targata Italiano, abilissimo nel valorizzare i talenti e nel migliorare ulteriormente calciatori già pronti.

Infortunio di natura muscolare per Anguissa, il secondo da quando è ricominciata la stagione. Entra in campo Raspadori e il centrocampo perde tanto in termini di consistenza ed equilibrio.

Lezione severissima ma allo stesso tempo giusta impartita dalla compagine di Italiano, che ha avuto il merito di appropriarsi del possesso dal primo all’ultimo istante dimostrando di essere i padroni del campo.

Manifesta ancora incertezze nelle uscite Leo Ostigard, che tende a portarsi il centravanti avversario all’interno della propria area anziché affrontarlo provando l’anticipo.

Notte e sosta da incubo: la sconfitta interna contro la Viola mina inevitabilmente ogni certezza fabbricata nelle ultime settimane. Saranno tredici giorni di riflessioni profonde per provare a cambiare radicalmente il trend.

Ormai non è neanche più una sorpresa: si salva soltanto Natan, che interviene sempre sui palloni in maniera decisa e con estrema sicurezza. Sembra essere stata l’ennesima intuizione vincente di Micheli, ma da solo non può fare granché.

Periodo di forma sconcertante per Alex Meret, il quale non riesce più a respingere efficacemente le conclusioni degli avversari, dando la sensazione di poter prendere gol in qualunque momento e in qualsiasi maniera. Latitano le certezze nella propria area di rigore.

Quinto posto in classifica che non può soddisfare nessuno. Tre punti di distanza dalla zona Champions, ma dietro ci sono tante squadre ben attrezzate che possono dare filo da torcere.

Rammarico enorme per non essere nelle posizioni alte della classifica. Il Napoli ha una rosa competitiva che non ha nulla da invidiare agli altri avversari. Si faccia subito qualcosa per rientrare in carreggiata.

Stimmate del centravanti per Martinez Quarta, che ha ben due occasioni per sbloccare il punteggio dimostrando di essere uno dei difensori più prolifici del campionato italiano.

Torna a segnare dagli undici metri Victor Osimhen dopo l’errore del Dall’Ara. Tuttavia, pesa enormemente la mancanza di freddezza e lucidità quando era lanciato tutto solo davanti alla porta avversaria. Poteva essere la svolta del match.

Un regalo clamoroso da parte di Parisi, che però poi si riscatta e confeziona l’assist per il definivo tris firmato da Nico Gonzalez. La Fiorentina ha reagito alla grande ad un errore che poteva costare carissimo.

Vuoto assoluto nella costruzione, nell’interdizione e nel pressing di squadra. È stata una notte bruttissima, da cancellare immediatamente per non avere strascichi nel corso della stagione.

Zielinski prova a dare un contributo con la propria qualità, ma senza dettami tattici ben precisi, anche lui può fare ben poco. Addirittura gioca alle spalle di Olivera per diversi minuti.

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