Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Lazio dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Bocciata in toto la squadra, come sottolineato anche da Rudi Garcia in conferenza, quando ha evidenziato che nel secondo tempo nessun calciatore azzurro si è rivelato all’altezza della situazione.
Cinismo inefficace che torna ad essere una pecca del Napoli. Ventiduetiri per una sola sola rete, anche molto fortunosa, sono numeri che vanno corretti immediatamente altrimenti si rischia di andare incontro ad una stagione ancora più complessa.
Due reti annullate alla Lazio nel secondo tempo: i biancocelesti avevano trovato il bersaglio grosso anche con Zaccagni e poi Guendouzi, cancellati tuttavia da precedenti posizioni di offside.
Eccessivamente lunghi, molte volte sfilacciati e privi di idee con la palla tra i piedi. È un secondo tempo da cancellare in fretta: non può essere quello il Napoli.
Fraseggio che si annulla del tutto dal cinquantaduesimo in poi. Il gol del vantaggio di Kamada pone di fatto la parola fine al gioco, e di conseguenza anche alla partita degli azzurri. C’è da riflettere.
Gioca soltanto uno spezzone di gara Jesper Lindstrom, che è volenteroso ma appare ancora un pò disorientato. Qualche palla di troppo persa e un tiro alto da posizione propizia.
Hysaj- L’ex di turno gioca nuovamente dal primo minuto contro il Napoli, così come nella scorsa stagione. Partita ordinata, senza soffrire più di tanto e giocata con una buona dose di esperienza.
Insufficiente la prova di Anguissa, che si perde Luis Alberto in occasione del primo vantaggio laziale e successivamente sbaglia una quantità industriale di giocate e di passaggi.
Luce perenne: Luis Alberto è il faro della Lazio. Illusionista e prestigiatore. Manda in tilt per ben due volte la retroguardia partenopea, prima con un colpo di tacco sublime e successivamente con un velo che favorisce la seconda marcatura.
Monumentale Provedel, che in almeno due circostanze compie autentici prodigi negando la gioia del gol sia a Kvaratskhelia che a Zielinski. Si conferma un portiere di livello assoluto.
Non poteva mancare chiaramente un pò di destino beffardo: Kamada, accostato al Napoli per diversi mesi, trova il primo gol italiano proprio contro i partenopei. Tutto scritto.
Opaca anche la gara di Victor Osimhen, che manca di lucidità sotto porta gettando alle ortiche la palla del pareggio. Per il resto viene servito con i soliti lanci lunghi, ma la difesa ospite riesce a tenerlo a bada.
Prosegue la tradizione negativa al Maradona. Si continua a perdere con una frequenza piuttosto preoccupante tra le mura amiche. Una triste abitudine delle ultime stagioni.
Quanto pesa l’assenza di Kim. Nessuna croce addosso a Juan Jesus, artefice tra l’altro di un’ottima chiusura su un tiro a colpo sicuro di Felipe Anderson, ma il Napoli ha perso un vero e proprio pilastro che non aveva soltanto compiti difensivi, senza sostituirlo con un difensore già pronto.
Rudi Garcia dovrà rivedere sicuramente il lavoro e il posizionamento del reparto difensivo: con Rrahmani e Juan Jesus è a dir poco rischioso alzare la linea di tanti metri.
Sosta amarissima. Inevitabilmente, saranno due settimane dure da digerire e con tante perplessità sullo sfondo. La pausa arriva proprio nel momento peggiore. Si potrà lavorare poco, considerando gli impegni dee varie nazionali, ma è necessario ripartire con il passo giusto.
Tiro dal limite di Zielinski, che trova deviazione beffarda di Romagnoli direttamente nella porta laziale. il centrocampista polacco stava brillando, poi perde malamente la sfera a centrocampo da cui scaturisce la marcatura di Kamada.
Urgono contromisure e soluzioni alternative in fase di non possesso. La sensazione è che il Napoli vada in netta difficoltà non appena perde il possesso.
Valore aggiunto per la Lazio: l’ingresso di Guendouzi spacca la partita. Quantità e qualità al servizio dei biancocelesti, giocate nello stretto e visione notevole. Ci mette lo zampino in entrambi i gol annullati.
Zaccagni disputa una gara ordinaria, senza strafare. Meno appariscente del solito, ma solido e concreto. Trova anche l’imbucata vincente, ma è tutto vanificato per posizione di offside.

