Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Spezia dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Attesa, sofferta ma fondamentale. Dopo il roboante successo in Champions League il Napoli aveva il dovere di proseguire la propria marcia. Arrancando ce l’ha fatta.

Bastoni- Si fa vedere meno delle altre volte in proiezione offensiva, tuttavia garantisce equilibrio cercando di chiudere gli spazi ai padroni di casa. Prestazione apprezzabile.

Complimenti di Dries Mertens per Raspadori: un bellissimo modo per sancire un passaggio di testimone tra vecchio e nuovo ciclo. Inimitabile Ciro!

Disimpegno errato nel primo tempo da parte di Kvara, che fa partire la ripartenza degli ospiti che però non riescono ad approfittarne con Nzola.

Elementi in questo momento imprescindibili: senza Zielinski e Lobotka il Napoli fa una fatica immane nell’impostazione della manovra. Entrano e cambia tutto.

Fantasmi della gara contro il Lecce che riaffiorano prepotentemente nel pomeriggio del Maradona. Alla fine ci pensa Raspadori a togliere le castagne dal fuoco.

Gotti prepara una gara prettamente difensiva, riuscendo a limitare il potenziale offensivo degli uomini di Spalletti. Si adegua alle caratteristiche dell’avversario per tentare di strappare qualche punto.

Holm tenta di supportare Ampadu quando Kvaratskhelia avanza pericolosamente sulla corsia mancina. Meglio nella ripresa, nel momento in cui il georgiano diminuisce i giri del motore.

Imprendibile Kvaratskhelia nella prima frazione di gioco. Tunnel a raffica, conclusioni a ripetizione e tantissima qualità. Dragowski però gli dice di no.

Lascia un alone di incertezza la conferenza di Spalletti, fin troppo teso anche al netto di una vittoria come quella maturata al Maradona. Perplessità.

Monumentale Kiwior, il quale riesce a murare tutto quanto arrivi dalle sue parti. Sfiora anche la rete, che sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una partita eccellente. Meglio così.

Nervi tesi in sala stampa, con Spalletti che evidentemente non ha gradito qualche critica di troppo sulle rotazioni, così come un possibile scetticismo di De Laurentiis dopo il pareggio interno con il Lecce.

Ottima la prima in stagione da titolare per Juan Jesus, che quando viene chiamato in causa offre sempre ampie garanzie.

Provvidenziale il salvataggio di Amir Rrahmani, che evita la beffa firmata da Kiwior nella ripresa. Il difensore kosovari si mette in evidenza anche per qualche chiusura efficace in velocità.

Quattordici punti nelle prime sei gare: un buon bottino per gli azzurri che però dovranno trovare continuità, cercando di non fare passi falsi contro le medio-piccole. Percorso lunghissimo.

Resta in campo per quarantacinque minuti Tanguy Ndombele, a detta di Spalletti in crescita rispetto alle precedenti uscite. In realtà è apparso ancora ben lontano da quelli che dovrebbero essere i suoi standard.

Spezia gagliardo e mai domo, che tenta di colpire a sorpresa gli avversari. Formazione interessante, ben guidata, ma che alla fine ha dovuto soccombere.

Tre punti finalmente contro la bestia nera Spezia. Anche nelle ultime due uscite casalinghe con i liguri il Napoli aveva calciato a raffica verso la porta, ma si era fatto sorprendere in malomodo.

Una rete che modifica la valutazione alla gara di Jack Raspadori. Fino a quel momento l’ex Sassuolo aveva sbagliato diverse giocate, ma nella circostanza clou ha avuto il merito di buttarla dentro. Freddezza.

Vale tanto il tocco anche abbastanza goffo di Gaetano, che incespica quasi sulla palla consentendo a Raspadori di timbrare il cartellino. Ottimo il suo ingresso.

Zero reti incassate, nonostante il pericolo nella seconda parte di gara. Il Napoli continua a mantenere numeri positivi in fase difensiva.

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