Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Udinese dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Atteggiamento totalmente diverso nella ripresa, con il Napoli che cambia assetto e gioca in tutt’altro modo accompagnando decisamente meglio la manovra.
Becao: primo tempo impeccabile da parte del centrale difensivo dei friulani, che soffre poco e nulla contenendo bene le rare sortite offensive del Napoli. Dopo l’intervallo va in apnea, come tutti i compagni di reparto.
Cerchino Deulofeu, il quale appena vede il varco giusto scarica la palla all’angolino e porta momentaneamente in vantaggio l’Udinese. Meriterebbe di lottare sicuramente per obiettivi diversi.
Disastroso il primo tempo del Napoli, che ha sofferto enormemente la pressione costante e ben organizzata degli ospiti. Correzioni doverose nella ripresa, per cambiare decisamente il copione.
Entra e cambia il volto alla gara: Dries Mertens effettua giocati determinanti nello stretto, fa da collante tra i due reparti, sfiora l’eurogol e contribuisce in modo evidente alla vittoria dei partenopei.
Fondamentale la parata di David Ospina sul colpo di testa di Pablo Marì verso la fine del primo tempo. Sarebbe stato un gol dal peso incredibilmente nefasto, che forse avrebbe tagliato le gambe al Napoli.
Gestione maniacale delle palle inattive, che ancora una volta permettono agli azzurri di andare a segno risolvendo così una situazione estremamente complessa. Fattore.
Ha graziato il Napoli nei minuti iniziali del match, continuando così il proprio periodo negativo: Beto, di testa, spreca un gol abbastanza clamoroso non inquadrando lo specchio a pochi passi da Ospina.
Insidiosissima l’Udinese di Cioffi, che aveva già fermato di recente Milan, Lazio e Roma. Squadra che sta ritrovando una propria filosofia, proponendo anche tanti talenti interessanti.
Lotta e vince qualche contrasto il neoentrato Zanoli, caricato a molla da Luciano Spalletti. Dimostra di avere una buona dose di personalità.
Mario Rui ha il merito di calciare la punizione per il pareggio di Osimhen e nel complesso disputa una buona prova, sfiorando nuovamente il gol come nella gara di Verona. Generoso.
Non perde colpi il Milan, che continua a vincere di misura, ma subendo pochissimo dietro. Frenata importante dell’Inter che dimostra di essere in evidente appannamento. Dietro, la Juve resta a guardare in attesa di approfittare di ulteriori regali delle big.
Otto gare in cui si decide il destino del Napoli. In una stagione del genere, con tanta mediocrità nella zona di alta classifica, l’occasione sembra essere più unica che rara.
Pesantissime le ammonizioni di Rrahmani e Osimhen, che erano diffidati e pertanto salteranno il prossimo match contro l’Atalanta. Assenze notevoli, ma si può sopperire in altro modo.
Quattro gol in sei giorni per il carrarmato Osimhen: due di testa e due di piedi. Migliora notevolmente il suo rendimento in zona gol. Il Napoli si aggrappa a lui.
Risultato che poteva essere arrotondato agevolmente nel finale, ma il Napoli ha sprecato fin troppo rischiando qualcosina a pochi istanti dal triplice fischio.
Sbavatura di troppo da parte di Kalidou Koulibaly, che lascia troppo spazio a Deulofeu nella circostanza del vantaggio ospite e perde alcuni palloni ingenui anche a pochi istanti dal termine.
Torna il pubblico delle grandi occasioni, che incita la squadra come accadeva nei tempi migliori. Finalmente arriva anche la gioia della vittoria in casa dopo tanti bocconi amari.
Un solo tempo di gioco per Fabiàn, che al di là di un tiro deviato verso la porta di Silvestri, aveva fatto ben poco, non riuscendo a dare la sua consueta partecipazione allo sviluppo della manovra. Sostituito all’intervallo.
Valgono tanto le due settimane di pausa, che consentiranno ai partenopei di ricaricare le pile in vista di un finale di campionato in cui bisogna mostrare le unghie e i denti.
Zielinski entra soltanto nella ripresa, procurandosi il rosso di Pablo Marì e successivamente spreca in malomodo quello che sembrava un facile appuntamento con la porta avversaria.

