Lo Zibaldone azzurro: Roma-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Altra partita vista da José Mourinho, che sicuramente avrà indossato lenti 3D sintonizzandosi su un altro pianeta. Altro che fortuna e cinismo: il Napoli ha stradominato all’Olimpico.

Bastano venticinque secondi al Napoli per confezionare la prima grande azione, partita dal calcio di inizio. Si è capito subito l’atteggiamento e lo spirito della formazione di Spalletti.

Certe notti rimarranno nella memoria storica di questo club. Vincere contro un avversario blasonato e in uno stadio del genere è sempre emozionante. Conquistare sei punti su sei nella capitale è per pochi!

Difficoltà iniziali per Mathias Olivera, costantemente puntato da Zaniolo. Il terzino azzurro cresce però alla distanza facendo la voce grossa con tante progressioni degne di nota.

Entra ottimamente in gara Eljif Elmas, che sfiora anche la rete con un tapin sottoporta respinto provvidenzialmente da Smalling. Vivacità e intensità.

Fraseggio di marca azzurra, dal momento che la Roma ha rinunciato del tutto alla proposta. La differenza tra chi vuole vincere e chi non vuole perdere.

Giostra partenopea: anche quando la partita sembrava incanalarsi sul risultato di parità il Napoli riesce a trovare il guizzo vincente con una perla di rara bellezza. Sempre a segno, con chiunque e in qualunque modo.

Hirving Lozano è autore di un’ottima prova, caratterizzata da diverse scorribande sulla destra e sfiorando anche il gol ad inizio secondo tempo. Nota lieta.

Imperioso, maestoso e invalicabile Kim Min-Jae, autore di una partita stratosferica. Non sbaglia un intervento, dalle sue parti non passano neanche le briciole. Un colosso a Roma.

Lancio millimetrico del neoentrato Politano, che innesca la corsa vincente di Osimhen per il vantaggio degli azzurri. Chi entra sfodera armi distruttive.

Monumentale anche Juan Jesus, che annulla Abraham e compagni sfoggiando una prestazione maestosa. Peccato per l’incredibile gol fallito sotto porta.

Novantacinque minuti di autorità: il Napoli non ha mai perso il controllo della gara, tenendo a bada i giallorossi fino alla fine. Leadership.

Orgoglio e mentalità vincente: a Roma erano certi di mandare al tappeto la banda di Spalletti e di rientrare così ufficialmente in zona Scudetto. Solo amaro in bocca per la compagine di Mourinho.

Punzecchiato Gianluca Gaetano. In conferenza stampa Spalletti dichiara che il numero 70 è un talentino, che però non legge ancora benissimo determinate situazioni, come nel mancato passaggio a Kvara nel finale di gara.

Quarto centro in campionato per il vulcanico Osimhen. Il nigeriano effettua un lavoro completo, con diverse sponde per i compagni, numerosi attacchi alla profondità, un gol sprecato e una rete di rara fattura. È la sua notte.

Rappresentanza di tifosi partenopei che si è fatta sentire e valere nell’arco dell’intera serata. Ironia in relazione ai cori beceri e incitamento costante alla squadra. Se lo meritano.

Schermo di Pellegrini per cercare di ostruire Stanislav Lobotka. Vedere un giocatore del genere ridursi ad un compito prettamente difensivo non è il massimo del piacere calcistico.

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Unico, ma gravissimo errore, da parte di Smalling che si fa sorprendere da Osimhen e contribuisce così al successo del Napoli. Indubbiamente è il punto di riferimento della retroguardia della Roma.

VAR che annulla la decisione del signor Irrati, il quale aveva concesso il penalty per l’intervento scomposto di Rui Patricio su Ndombele. Due pesi e due misure rispetto alla gara del Franchi tra Fiorentina e Inter.

Zielinski perde qualche pallone di troppo, ma è anche artefice di ripartenze potenzialmente letali. I partenopei non possono fare a meno della sua qualità.

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