Lo zibaldone di Milan-Napoli

Riviviamo la partita di ieri con il classico gioco dell’alfabeto

 

 

Atteggiamento troppo passivo nel primo tempo, al cospetto di un avversario tutt’altro che irresistibile. Si poteva osare di più.

 

Bennacer regge benissimo l’impatto nei primi quarantacinque minuti, riuscendo a fare da diga a centrocampo. Cala leggermente alla distanza, ma la prestazione resta.

 

Confusione tattica: il Napoli prova a cambiare più volte abito, ma non fa altro che affidarsi a spunti individuali per cercare di arginare la resistenza del Milan.

 

Disastroso tutto il reparto difensivo in occasione della rete di Theo Hernandez. Con una difesa schierata a cinque, è impensabile incassare un gol del genere.

 

Ennesima delusione di una stagione che lentamente si sta indirizzando verso binari sempre più tristi e negativi. Difficile trovare un’occasione di svolta totale.

 

Fraseggio lento, ma che produce qualcosa nella ripresa con il passaggio al 4-3-3. La sensazione è che gli azzurri debbano continuare sulla propria strada consueta.

 

Gollini non posizionato perfettamente in occasione del vantaggio di Milan: probabilmente è l’ultimo dei responsabili, ma sicuramente poteva fare qualcosa in più.

 

Ha lasciato il campo anzitempo Davide Calabria, vittima di problemi muscolari. Entra al suo posto Alessandro Florenzi, che mostra anche una grande caparbietà, oltre a qualche intenzione di provocazione.

 

Inizia ad aumentare in maniera significativa il distacco dall’Atalanta quarta, la quale continua a vincere e soprattutto a convincere in casa e fuori. Servirà un’impresa.

 

Lindstrom entra soltanto nell’ultimo quarto d’ora e ancora una volta fa la differenza con i suoi guizzi. Provoca un autopalo e dà imprevedibilità al reparto offensiva. Perché non prima…

 

Maignan salva il risultato nel finale con un paio di interventi di ottima fattura, che ricordano un pò la gara di Champions della scorsa stagione. Trascinatore.

 

Non segna, ma è sicuramente il fattore più determinante dell’attacco del Milan. Leao può sfoderare una giocata brillante in qualsiasi momento, talvolta anche con apparente indifferenza e menefreghismo.

 

Olivera rientra in campo dopo il brutto infortunio rimediato contro l’Atalanta. Una delle poche note positive della serata: sarà inevitabilmente una risorsa da tenere in considerazione.

 

Pulisic viene contenuto piuttosto bene dai partenopei, il problema è che sull’altra fascia il Milan crea pericoli a raffica e il Napoli non riesce a trovare contromisure in tempo.

 

Quinta trasferta consecutiva senza andare a segno. Si continuano a racimolare record negativi in un’annata da cancellare il più presto possibile.

 

Resta l’amaro in bocca per un primo tempo eccessivamente remissivo contro una compagine che non è apparsa certamente irresistibile. Mancanza di coraggio.

 

Sussulti creati da Politano, che contribuisce a cambiare il volto della partita. Peccato ad aver rinunciato dal primo minuto al calciatore più in forma della stagione azzurra.

 

Tanta grinta e velocità garantita da Pasquale Mazzocchi, sicuramente tra i migliori nella brutta serata di San Siro. Valore aggiunto per la parte finale di stagione.

 

Un giocatore al di sopra di tutti gli altri: uno splendido Kvaratskhelia predica nel deserto, gioca su un altro pianeta rispetto ai propri compagni, ma da solo non può ribaltare il punteggio. Peccato.

 

VAR che non interviene nel finale di gara per un possibile intervento con il braccio di un difensore rossonero e un contatto al limite su Di Lorenzo. Nulla di eclatante in ogni caso.

 

Zielinski torna a giocare dal primo minuto, ma non riesce ad incidere a dovere non trovando varchi interessanti e senza compiere giocate degne di nota.

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