Mentalità, coerenza, solo la maglia, divieti.

Sembra un rebus, se sblocchi la prima il resto è facilissimo, ma intanto il Maradona rischia di essere ricordato negli anni futuri, in questo finale di campionato, come la Cattedrale nel deserto.
Capitolo divieti, viene spontaneo chiederci, perché? Perché a Napoli non possono entrare striscioni, vessilli e bandiere, perché i tifosi ospiti possono tutto, dai fumogeni alle bombe, dalle sciarpe ai vessilli e striscioni, questo divieto è diventato cronico e chi ne fa le spese sono i tifosi, perché una cosa non si può nascondere, se nelle rituali prevendite il primo settore ad andare sold out è la curva, A o B non fa nessuna differenza, è innegabile che sono il cuore pulsante dell’intero impianto, trascinando uno stadio intero all’incitamento incondizionato, in un momento come questo, dove l’incitamento e la spinta del pubblico sono fondamentali, non si può assistere impassibili a scene del genere, sembrava di essere in chiesa o meglio sul divano di casa al calduccio ed in pantofole, no, così no, una soluzione va trovata, il fortino deve rimanere tale e non terra di conquista.
Coerenza e solo la maglia, se io sostengo la maglia a prescindere sono coerente, non mi faccio intimorire da un divieto, potranno vietare striscioni, bandiere ma non la voce, la fede, l’amore verso la maglia, l’incitamento costante per tutto l’incontro, non lascio il pallino in mano ai tifosi avversari padroni assoluti dell’incitamento in casa mia, i problemi si risolvono in due, parlando e analizzando, così facendo non si fa il bene della maglia e della città, cantare Napoli torna Campione, oppure, oggi come allora difendo la città, è la dichiarazione di  un’amore incondizionato che ha un solo unico grande difensore, il popolo, che sia una questione di mentalità’ o coerenza qui c’è in gioco una stagione, un campionato destinato a finire nel migliore dei modi, non facciamo il gioco dei potenti che sicuramente preferirebbero che il “giocattolo” Napoli si rompesse proprio sul più bello e che il responsabile fosse proprio l’ambiente che circonda questi ragazzi sul prato verde de Maradona, siamo stati sempre il dodicesimo in campo, come ha detto Spalletti:”Scendete in campo con noi, lottiamo insieme..”, l’incitamento è importante e la gente è importanti per i giocatori, per le beghe c’è tempo, per coronare un sogno no, lanciamo la fede e il cuore oltre l’ostacolo, il sogno è vicino, non cadiamo nella trappola è l’occasione di tanti per vivere quella gioia, facciamola diventare di tutti, insieme, fino all’ultimo secondo.
Claudio Mellone
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