Milan e Juve: cambiare non paga!

La stagione attuale di Serie A si sta rivelando più complessa del previsto per Milan e Juventus, due delle grandi protagoniste del calcio italiano, che hanno deciso di rivoluzionare la propria guida tecnica durante l’estate. Una scelta che, alla luce dei risultati, sembra non aver ripagato, sollevando interrogativi sulla gestione societaria e sulla visione a lungo termine.

Il Milan, reduce da un eccellente secondo posto nella scorsa stagione con Stefano Pioli, ha scelto di interrompere il rapporto con il tecnico emiliano per puntare su Paulo Fonseca, considerato un allenatore con idee innovative e un buon curriculum internazionale. Tuttavia, la fiducia in Fonseca è durata poco. La società, caratterizzata da una presenza dirigenziale non troppo presente, si è affidata alla figura di Zlatan Ibrahimović come leader, ma senza fornire un supporto concreto all’allenatore.

Fonseca, nonostante alcune vittorie prestigiose in Champions come quella contro il Real Madrid al Bernabeu e la Stella Rossa, non è riuscito a garantire continuità in campionato. La squadra ha mostrato lacune evidenti, culminate nell’esonero del tecnico pochi giorni fa, nonostante il successo nel derby di settembre contro l’Inter. Una gestione che ha lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori, soprattutto per la mancanza di chiarezza da parte della società su una visione progettuale concreta.

Se il Milan piange, la Juventus non ride. Dopo un terzo posto con Massimiliano Allegri, i bianconeri hanno puntato su Thiago Motta, un tecnico giovane ma con poca esperienza ai vertici. Motta ha scelto di non ripartire dai leader storici come Szczęsny, Rabiot e Danilo, preferendo costruire la squadra intorno a giocatori come Di Gregorio e Koopmeiners. Una mossa che, al momento, non ha dato i frutti sperati.

In campionato, la Juventus ha ottenuto ben 11 pareggi in 18 partite evidenziano una mancanza di identità e incisività. Motta sembra voler gestire lo spogliatoio senza tollerare altre figure carismatiche, una scelta che potrebbe aver contribuito a una mancanza di equilibrio e fiducia tra i giocatori.

Le decisioni di Milan e Juventus di affidarsi a nuovi tecnici sembrano dettate più dalla ricerca di un cambio d’immagine che da un reale progetto tecnico. La mancanza di supporto strutturale e di leader forti ha esposto le due squadre a un inizio di stagione altalenante, con il rischio di compromettere gli obiettivi stagionali.

La domanda che sorge spontanea è se queste scelte siano il frutto di una strategia a lungo termine o di un difetto gestionale. In ogni caso si aspettano risposte concrete, perché il tempo degli esperimenti, per due club così blasonati, sembra già finito.

 

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