Milinkovic Savic é il protagonista in negativo di Benfica-Napoli

Allo stadio Da Luz gli azzurri di Conte contro il Benfica, sì sono schierati con il 3-4-2-1. Però, il modulo con Lang e Neres dietro a Hojlund non è stato fruttuoso in quest’occasione, in cui il Napoli é uscito sconfitto per 2-0.

Gli azzurri non hanno disputato un’ottima gara, ma a distinguersi in negativo su tutti é l’estremo difensore azzurro, Milinkovic Savic. Quest’ultimo fin dall’inizio della gara è stato impacciato, apparso troppo impaurito dal gioco aggressivo e intenso dei portoghesi di Mourinho.

Si é dimostrato presente solo all’11’ bloccando la conclusione di Ivanovic, il quale però gli calcia addosso, quindi non sono molti i meriti del portiere azzurro. Al 18’ minuto sbaglia il passaggio di prima per Buongiorno, e serve involontariamente il numero 8 del Benfica, il quale calcia malissimo con il sinistro, senza trovare la porta. Al 20’ subisce il goal del momentaneo 1-0 del Benfica, siglato da Richard Rios, in cui Savic ha le sue colpe, tentennando nell’uscita, e anticipato da Rios che con la punta porta in vantaggio i portoghesi.

Nella ripresa l’estremo difensore azzurro  subisce il goal del raddoppio del Benfica con Leandro Barreiro, che lo sorprende con un tocco di prima con il tacco. In quest’occasione Milinkovic Savic ha meno colpe rispetto al primo goal subito, ma comunque appare confuso, con mancanza di riflessi. Il portiere azzurro al 55’ si dimostra ancora una volta in balia della gara, intimorito dall’aggressività dei portoghesi, uscendo dalla propria area e rinviando in fallo laterale. Al 79’ para la botta da fuori sul primo palo di Pavlidis allungando le mani e mettendo in corner. All’83’ minuto di gara, sempre su Pavlidis, blocca il tentato pallonetto del numero 14 del Benfica, ma con un’uscita completamente insensata, rischiando non poco.

Milinkovic Savic ha commesso errori su errori, sorprendentemente se si guardano le sue ultime prestazioni, dimostrando di non riuscire a reggere l’alta pressione aggressiva e intensa degli avversari, nonché di non saper gestire l’ansia delle partite giocate a un ritmo elevato.

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