Musica Triste
Musica Triste
C’è un verso di Emis Killa, nel suo brano Musica Triste, che recita: “Non è tutto oro quello che luccica, a volte è solo fango che brilla”. Ed è esattamente questa la sensazione rimasta appiccicata ai tacchetti dei ventidue in campo dopo il fischio finale di Parma-Napoli. Una domenica pomeriggio, le ore 15:00, quel grigio tipico della provincia che si fonde con le aspettative deluse di una classifica che non sorride a nessuno.
Il match inizia con il ritmo lento di un beat introspettivo. Il Napoli prova a tenere il microfono in mano, cercando la giocata d’autore, ma il Parma risponde con la cattiveria di chi vive in periferia e non ha nulla da perdere. Non è una partita per esteti; è un pezzo rap crudo, fatto di contrasti duri e rincorse disperate.
Quando arriva il primo gol, l’illusione di aver svoltato la serata accende per un attimo i riflettori lato Parma. Ma, come nelle barre di Emis, il successo è un’arma a doppio taglio. La gioia dura il tempo di un ritornello, prima che la realtà torni a bussare alla porta sotto forma di pareggio con il solito McTominay. Unico e Solo.
Il peso dei rimpianti
Il secondo tempo è stato il manifesto della malinconia sportiva. Occasioni sprecate, passaggi filtranti che si infrangono contro la difesa come sogni contro il cemento.
Il Napoli ha cercato la vittoria con l’ansia di chi deve dimostrare di essere ancora “il numero uno”, finendo però per perdersi in un soliloquio sterile. Il Parma d’altro canto ha giocato con la rassegnata fierezza di chi sa che ogni punto è una cicatrice in più, una protezione contro la retrocessione.
”Questa non è una canzone d’amore, è musica triste“, canterebbe Emis guardando il tabellone luminoso. Non c’è amore in questo 1-1, non c’è il romanticismo del grande calcio. C’è solo la pragmatica e amara consapevolezza di due squadre che si sono annullate a vicenda.
Il fischio finale: dissolvenza in nero
Il Napoli mastica amaro, guardando la vetta allontanarsi; il Parma accoglie il punto con un cenno del capo, consapevole che la strada è ancora lunga e buia. Restano le maglie sporche, i volti tirati e quella sensazione che, in fondo, questa partita sia stata solo un altro capitolo di una stagione scritta su un foglio stropicciato.
Un punto a testa. Niente applausi, niente trionfi. Solo Musica Triste.


