Napoli da “Profondo rosso”!

Imbarazzanti!
Il grande sogno era già sfumato, il treno è passato, tuttavia il Napoli aveva il dovere di concludere il campionato con dignità e cercando di raggiungere quanto prima l’aritmetica qualificazione alla prossima Champions League. Niente di tutto questo. Suicidio totale al Castellani. Luciano Spalletti, stavolta, inserisce Mertens a supporto di Osimhen, con Lozano e Fabiàn preferiti a Politano e Zielinski. L’Empoli di Andreazzoli, che non vince dalla gara del Maradona, propone un 4-3-1-2 con Verre a supporto di Cutrone e Pinamonti. Primo tempo particolarmente complesso per la formazione ospite, che sicuramente crea qualcosa in più rispetto alle ultime uscite sfruttando l’abilità di Mertens tra le linee, ma allo stesso tempo i partenopei si fanno trovare spesso sbilanciati, dando man forte alle ripartenze della compagine di Andreazzoli. Continua il periodo negativo per Amir Rrahmani, che dopo solo un minuto si perde la marcatura di Pinamonti in occasione di un corner, ma il centravanti ex Inter lo grazia mandando la palla al lato. Difficoltà evidenti anche per Alessandro Zanoli, che non riesce ad accompagnare bene la manovra e soffre sulla corsia di destra la velocità e la qualità di Parisi. Il Napoli si affida a qualche cross per Osimhen, che per due volte sfiora la porta dopo aver impattato la palla di testa. Il centrocampo a due composto da Anguissa e Fabiàn Ruiz appare decisamente lento e non riesce a garantire un necessario filtro alla difesa, che difatti si trova spesso alle prese con duelli uno contro uno in seguito alle ripartenze fulminee dell’Empoli. Soprende il giovane Asslani, che ha la capacità di dettare i tempi di gioco, ma anche di inserirsi in area di rigore, sfiorando la rete a fine primo tempo. Spalletti richiama spesso Lozano, troppo isolato a ridosso della fascia e meno presente negli sviluppi della manovra negli ultimi trenta metri. Il messicano, tuttavia, riesce a riscattarsi e dai suoi piedi nasce la rete del vantaggio del Napoli: sprint sulla destra e passaggio teso in mezzo, Osimhen effettua un ottimo velo consentendo così all’eterno Mertens di calciare di prima intenzione e di battere così Vicario sul secondo palo. Ad inizio ripresa Spalletti lascia in panchina Alessandro Zanoli, troppo timido e impacciato nel pomeriggio empolese, mandando in campo Kevin Malcuit. Prestazione esemplare di Dries Mertens, che dimostra di essere in gran forma effettuando un pressing intelligente e agendo da collante tra i due reparti. Anguissa riscatta i primi quarantacinque minuti complessi, recuperando palla nella metà campo avversaria e servendo un assist perfetto per Insigne, che chiude con il mancino sul secondo palo trovando il decimo centro in campionato e raggiungendo Marek Hamsik nella classifica marcatori. Il doppio vantaggio non decreta però la resa dell’Empoli, che riesce ancora ad inserirsi negli spazi lasciati dal Napoli e per due volte sfiora il bersaglio grosso con Bandinelli e Cutrone. Anche Malcuit commette errori di troppo nell’impostazione, rischiando di far rientrare in gara i padroni di casa, che però non riescono ad approfittarne. Alla metà del secondo tempo entra anche Zielinski in luogo di Lozano e il Napoli passa così a tre sulla linea di centrocampo. Da questo momento calano vertiginosamente i ritmi degli ospiti, che perdono ancora le misure e cominciano a barcollare. Esce anche Mertens e succede il patatrac. Follie a ripetizione da parte di una squadra allo sbando, che commette l’ennesimo errore nell’impostazione e consente all’Empoli di rientrare in gara con un tiro di Henderson dalla destra. Passano i secondi e Spalletti e company scendono all’inferno direttamente. Meret la combina grossa giocando con la palla tra i piedi, Pinamonti è astuto e gli sottrae la sfera depositando così in rete il clamoroso pallone del pareggio. Tutto finito? Certo che no. Il Napoli fa addirittura di peggio, scavando negli abissi ed è capace di incassare perfino il terzo gol da Pinamonti, facendosi trovare in modo imbarazzante tutto sfilacciato e senza alcuna misura in mezzo al campo. Il Napoli perde ancora, l’Empoli torna a vincere dopo che aveva conquistato gli ultimi tre punti nella gara del Maradona. Shock totale e bagno di umiltà doveroso dopo lo scempio di quest’oggi. La sconfitta rimediata in questo modo è lo specchio di una fase stagionale di caos enorme, con un allenatore che parla troppo e non fa i fatti. Sabato prossimo arriverà il Sassuolo al Maradona: c’è da aspettarsi di tutto con una squadra del genere… Solo amarezza!

