Lobotka è indispensabile per i Partenopei? Vediamo le statistiche…

Il Napoli è tornato vittorioso dalla trasferta in casa del Verona, per 5-2 dopo una grande prestazione. Manca qualche miglioria in difesa, ma gli azzurri ci sono. Il ruolo, però, dove i partenopei hanno dimostrato una superiorità immensa è a centrocampo. Con l’addio di Ruiz, la mediana sarà composta prevalentemente dal duo: Zambo Anguissa e Stanislav Lobotka. Il camerunense, non lo scopriamo certo oggi, fisicità e classe alla coorte di Spalletti. Ma, la sorpresa in positivo di questa gestione Spalletti è ovviamente: Lobotka. Lo slovacco si è preso in mano il centrocampo degli azzurri, dallo scorso anno appena è stato chiamato in causa. Nella trasferta in casa degli Scaligeri ha registrato una statistica al dir poco: clamorosa! Infatti l’ex Celta Vigo, ha completato 50 sui 51 passaggi tentati, raggiungendo un 98% di realizzazione. Tra l’altro per non farsi mancare nulla, ha anche segnato un goal fantastico. Chapeaux,  direbbero in Francia, ormai lo slovacco è diventato un punto fermo del centrocampo dell’allenatore di Certaldo. Possiede classe, tecnica e soprattutto impossibile levargli palla ciò lo rende un punto di sicurezza per la gestione del pallone degli Azzurri. La stagione è appena iniziata ma, Lobotka, è pronto sin da subito a prendersi in mano il prossimo Napoli.

L’INFLUENZA CLAMOROSA DI LOBOTKA NEL NAPOLI:

Può un fallimento essere meglio di un successo? È quanto capitato al Napoli: se con Gattuso in panchina la squadra avesse centrato l’obiettivo Champions League, che era a portata di mano, sfuggito solo per un pareggio all’ultima giornata col Verona, forse oggi non sarebbe insieme al Milan la miglior squadra della Serie A, sia dal punto di vista del campo che della progettualità. Il Napoli di oggi, capace di giocare un calcio fresco e pieno di individualità esaltanti, pianta le sue radici nelle amarezze del Napoli di Gattuso e, in generale, del post-Sarri. Quella partita contro il Verona ha spinto la società a cercare un cambio, prima nell’allenatore e poi, più gradualmente negli ultimi due anni, nella rosa. È arrivato Spalletti e hanno lasciato non solo gli ultimi reduci del ciclo di Sarri – Insigne, Mertens e Koulibaly ma anche Fabian Ruiz. La sua partenza era stata più difficile da accettare per i tifosi: un calciatore che ancora deve raggiungere il suo picco e che con il nuovo allenatore era rinato nella scorsa stagione. Ma Giuntoli e Spalletti sapevano di avere le spalle coperte: con Stanislav Lobotka in rosa, non c’era alcun bisogno di intervenire sul mercato. All’inizio della sua esperienza al Napoli, i venti milioni spesi per il suo cartellino sembravano uno spreco. Si diceva che fosse sovrappeso, impressione acuita dal fisico tozzo, col collo taurino e le braccia corte, e che fosse per questo che con Gattuso non trovava spazio. «Non avrei giocato neanche se avessi persi dieci chili» ha detto recentemente Lobotka, a sottolineare come il cattivo rapporto con il suo ex allenatore andasse ben oltre la bilancia. Oggi nessuno si azzarda a mettere in dubbio il valore dello slovacco. E, ironia della sorte, molti dei suoi punti di forza risiedono proprio in quel corpo all’apparenza tracagnotto e sgraziato.

 

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