Napoli-Parma 26.01.97 (2-1)
A partire dal 1993, Corrado Ferlaino dovette purtroppo arrendersi all’ evidenza dei fatti, ovverossia quella di non poter più investire nel ” suo ” Napoli quello che il suo cuore avrebbe potuto investire. Perché, l’ ingegnere ha avuto l’ indubbio merito, di aver fatto per oltre un trentennio il Presidente rimanendo soprattutto, un grande innamorato dei colori azzurri. Da quel momento fino al fallimento del 2005. le campagne acquisti erano caratterizzate da numerosi prestiti annessi all’ acquisto di giocatori non troppo costosi ( spesso comunque rivelatesi poi acquisti azzeccati ). Per la stagione 1996 -1997 fu preso come allenatore quell’ incommensurabile gentiluomo che è stato GIgi Simoni che, con tanti nomi nuovi, riuscì a creare un collettivo capace addirittura di stare a Natale al secondo posto in classifica. Questo fruttò a Simoni l’ interessamento da parte da parte dell’ Inter di Massimo Moratti tanto che, già dal mese di febbraio 1997, la società nerazzurra annunciò l’ ingaggio del tecnico di Crevalcore per il campionato 1997 -1998. Probabilmente questo generò, unito ad una risalita in classifica di formazioni meglio attrezzate degli azzurri, un certo rilassamento in squadra. Ad aprile Simoni fu esonerato sostituito da Enzo Montefusco che condusse senza particolari rischi ma pure con qualche patema, la navicella azzurra in porto. Simoni poi in quel di Milano, ebbe il privilegio di essere il primo allenatore italiano di Ronaldo il ” Fenomeno “, nella stagione del famoso fallo di Iuliano sullo stesso Ronaldo che, ad ogni modo portò pure la coppa Uefa vinta in finale contro la Lazio per 3 -0. Tornado a quel 1996 -1997, per la prima giornata di ritorno, il 26 gennaio 1997, al S. Paolo si presentò il Parma di Carlo Ancelotti ( alla sua prima esperienza in serie A ), con giocatori del calibro di Buffon, Fabio Cannavaro, Crippa, Crespo, Stanic, Dino Baggio, Sensini ed i padri di Thuram e Chiesa, nomi di battesimo Lilian ed Enrico. Di conseguenza il match si presentava assai difficile alla vigilia. Sotto un magnifico sole invernale cosi scesero in campo le squadre : Napoli con Taglialatela, Colonnese, Baldini. Ayala, Milanese, Turrini. Boghossian ( 79° Altomare ), Cruz, Pecchia, Caccia ( 88° Caio ) ed Aglietti ( 46° Crasson ). Parma con Buffon, Ze’ Maria, Thuram. Cannavaro, Sensini, Stanic. Bravo ( 46° Mussi ), Dino Baggio, Crippa ( 61° Strada ) , Chiesa e Crespo ( 75° Melli ). Arbitro Braschi di Prato. Di fronte a 70.000 spettatori è il Napoli ad essere più incisivo fin dall’ inizio. Dopo nove minuti è Aglietti in piena area a mancare una grossa occasione su un bel servizio di Caccia. Dopo due minuti Fabio Pecchia lo imita calciando alto. L’ attuale condottiero del Parma si rifà però al minuto 22, incrociando perfettamente il tiro di prima su passaggio di Turrini sul quale Buffon non riesce ad intervenire. Il meritato vantaggio dura appena undici minuti. Al 33 °, su azione d’ angolo Baldini trattiene vistosamente Crespo proprio sotto gli occhi dell’ arbitro. Il penalty è inevitabile. Sul dischetto si presenta Chiesa che segna ma, Braschi fa ripetere il tiro. Stavolta ” Batman ” Taglialatela fa una grande prodezza tuffandosi sulla sua sinistra ma non può nulla sulla ribattuta vincente dello steso Chiesa. Gli azzurri ripartono alla carica, reclamano un rigore sul quale Turrini viene ammonito per proteste, poi è Caccia a due passi dal gol a venire bloccato da Sensini. Al 43°, la partita sembra prendere una piega avversa per gli uomini di Simoni. Turrini cade in area forse accentuando la caduta placcato da Bravo. Braschi lo ammonisce ancora per simulazione è, l’ espulsione è purtroppo inevitabile. Tuttavia, al 56° avviene ciò che non ti aspetti ; André Cruz, straordinario calciatore di punizioni, ne infila una delle sue dal limite sulla quale, il grandissimo Buffon finisce addirittura dentro la rete ma non riesce ad evitare il gol del 2 -1, fra le urla di giubilo dell’ incredulo S. Paolo. Il Parma schiuma rabbia gettandosi ovviamente all’ assalto. Al 66° una confusa mischia in area viene risolta da Crasson dopo un furioso batti e ribatti. Poco dopo un colpo di testa di Sensini viene respinto dalla traversa. In contropiede si fa vivo il Napoli con Crasson, ma Buffon è bravissimo ad evitare il tris. L’ ultimo brivido è rappresentato da un altro colpo di Stanic, ma Taglialatela respinge da par suo. Fra grandi feste in campo e sugli spalti, il risultato finale non cambierà più : Napoli 2 – Parma 1. Tutto questo, giocando l’ intero secondo tempo in dieci uomini. Quando il cuore sconfigge il talento…
Tredici sono i successi a favore del Napoli, mentre quattro sono sia i pareggi che le vittorie degli emiliani. Il franco successo contro il Bologna, unito agli ultimi acquisti, ha riacceso gli entusiasmi in casa azzurra. Ora però, è necessario un ” replay ” contro il Parma del grande ex Pecchia. Forza Napoli !!!
EMANUELE OROFINO

