Terzini o registi? Invenzione perfetta di Luciano Spalletti

Terminata la prima parte del Campionato, con ben 11 vittorie di fila, è tempo di primi bilanci in casa Napoli. La squadra Azzurra ha giostrato questa parte stagionale in maniera sublime con 1 sola sconfitta, “irrilevante”, contro il Liverpool per 2-0. Protagonisti di questa cavalcata fantastica, sono ovviamente i terzini dello scacchiere di Spalletti. Anche in questo caso, il mister di Certaldo è riuscito a migliorare un ruolo dove gli Azzurri negli ultimi anni hanno avuto tanta difficoltà nel trovare gli interpreti giusti. E’ difficile considerarli veri e propri terzini, meglio paragonarli al classico numero 6 Tedesco, cioè il classico regista. Dalle retrovie di sinistra, sono sempre alla ricerca dei movimenti e di continui inserimenti, per dare fastidio e trovare la via della rete nella maniera più semplice possibile. L’alternanza a sinistra tra Mario Rui e Olivera, e il minutaggio gestito per i due esterni è di fondamentale importanza. Considerevole per avere una solida lucidità nelle gare che contano. Avvicinandosi al posizionamento di Lobotka, i due cercano sempre la giocata alta verso Kvaratskhelia( come l’assist di Mario Rui nel 3-0 del Georgiano contro il Sassuolo) oppure il cambio gioco verso il lato destro. Il ruolo di sovrapposizione è in mano a Di Lorenzo, il cyborg Azzurro è un vero e proprio fenomeno nel suo ruolo. Fiato e gamba per sostenere la giocata offensiva di Lozano o Politano. In molti casi, addirittura va a svolgere un ruolo di sottopunta, risultando una vera e propria spina nel fianco degli avversari. Molte volte abbiamo visto le giocate di Theo Hernandez o Hakimi e Dumfries nelle squadre Milanesi. Ma ora con dei terzini così gli Azzurri non hanno nulla da invidiare in zona assistman e in zona goal. Ancora una volta protagonista è Luciano Spalletti: un allenatore che sta costruendo una vera e propria macchina da goal, alla ricerca di un titolo che sarebbe storico.

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