Nel segno del Numero 7

Nella smorfia napoletana il 7 indica il “vasetto” e oggi andremo ad aprire quello dei migliori numeri 7 della storia azzurra. Con la mente partiamo da un flashback: correva l’anno 1987 e da São Paulo arriva nell’allora San Paolo di Napoli, Antonio Careca il quale comporrà lo storico terzetto denominato MA-GI-CA insieme a Maradona e Giordano, dove all’ombra del Vesuvio l’attaccante ha realizzato 73 reti in 164 presenze, portando in bacheca uno Scudetto, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa.
Flashback numero due, il primo dell’era De Laurentiis: Dall’Argentina arriva Lavezzi, vero napoletano d’adozione che con il 7 sulle spalle manda in visibilio il pubblico di Fuorigrotta che vede riaccendersi quel legame con Maradona quasi come se Lavezzi ne fosse una piccola parte, forse per atteggiamento e per giocate sopraffine. El “Pocho” ha militato nella rosa azzurra per ben cinque stagioni, realizzando 38 reti. Prima di accettare la serrata corte del PSG, dove avrebbe vinto, in seguito, numerosi trofei, l’argentino conduce i propri compagni alla vittoria della Coppa Italia nel 2012, vinta contro la Juventus, oltreché al ritorno in Champions League. Il succitato traguardo, tuttavia, è arrivato quando sulle spalle dell’attaccante era passato il numero 22, nel frattempo, infatti, il numero 7 azzurro è passato a un attaccante emergente, Edinson Cavani.
Il presidente De Laurentiis sborsa 17 milioni di euro e il tempo ripaga ampiamente l’investimento. La coppa Italia è l’unico trofeo vinto, ma le emozioni regalate ai tifosi, con 104 reti, a coronamento di una leadership indiscutibile, restano impagabili. Ancora una volta la tradizione sudamericana nel capoluogo campano si conferma leggendaria. Anche l’uruguaiano, così come Lavezzi, in seguito si trasferisce a Parigi, dove si consacra definitivamente a livello internazionale.
Con l’addio di Cavani, la squadra azzurra viene rivoluzionata: in panchina arriva un profilo di caratura internazionale, Rafa Benitez e il nuovo numero 7 ex blancos è José Maria Callejón. Un giocatore reduce dalla vittoria di una Liga e una Supercoppa di Spagna,che avrebbe però scaldato, nel giro di poco tempo, anche i cuori azzurri. L’esterno spagnolo, insieme a Higuain, Insigne e Mertens formano un reparto avanzato di tutto rispetto, arriva così in bacheca un’altra Coppa Italia e una Supercoppa Italiana e Callejón diventa una vera e propria bandiera, una di quelle che oggi fanno fatica a vedersi. Totalmente al servizio della squadra, sacrificio, abnegazione, mai una parola fuori posto e status da stakanovista fanno sì che José esprima tutto il suo potenziale nel Napoli Sarriano grazie all’asse con Insigne, che sfruttava la sua intelligenza senza palla per servirgli assist magistrali sul taglio.
Callejon vanta così 64 reti in 255 apparizioni.

Il numero 7 dello scudetto: Eljif Elmas

Nell’ultima stagione di Callejon a Napoli, giunge in rosa un giovane centrocampista proveniente dal Fenerbahce: Eljif Elmas. Inizialmente il giocatore di origine macedone indossa il numero 12, ma dopo l’addio dello spagnolo decide di accaparrarsi il numero 7. La prima stagione fatica più del previsto, dovendo ambientarsi nella nuova realtà e dovendo fronteggiare il cambio in panchina tra Carlo Ancelotti e Gennaro Gattuso. Tutto cambia con l’arrivo in panchina del tecnico del 3º scudetto, da Certaldo infatti arriva Luciano Spalletti, colui che plasma il macedone facendolo diventare un vero e proprio Jolly o meglio il super-sub per eccellenza!
Elmas durante l’ultimo scudetto ha risolto dalla panchina tante partite che per la banda di Spalletti si facevano complicate, entrando sempre di più nelle rotazioni dei primi 11 ed occupando il suo posto in quell’ingranaggio perfetto. È incredibile come ancora una volta quel numero 7 abbia fatto centro nella storica tradizione, portando Elmas a diventare il terzo miglior marcatore dello scudetto alle spalle della coppia Kvara-Osimhen. Con la sua cessione al Lipsia in questi ultimi giorni pre-apertura ufficiale del mercato vediamo come la tanto ambita “7” resta senza padrone, che sia il momento di darla a Kvaratskhelia? Ricordiamo che il georgiano ha sempre avuto quel numero e attualmente lo utilizza anche in Nazionale. Una cosa è certa, la storia deve continuare nel segno del numero 7.

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