Ora e sempre Mertens

 

Uno dei temi più caldi di questa orrida e precoce estate napoletana è senza dubbio il rinnovo del contratto di Dries Mertens. Ci fu già un incontro tra il presidente De Laurentiis ed il belga a fine aprile, i due si promisero di incontrarsi di nuovo, ma da allora non si sono più visti. Ci sono state dichiarazioni di De Laurentiis: “Koulibaly e Mertens sono due calciatori che rispetto, a cui voglio molto bene, ma dipenderà solo da loro vedere se la vile moneta è l’unica cosa che li può appagare o se vivere a Napoli, vivere una situazione anche filosoficamente diversa, possa essere un privilegio. Altrimenti è un problema che non mi riguarda più”. In pratica il tentativo del presidente è quello di far passare i calciatori per attaccati al denaro e non alla piazza, un tentativo che con Mertens non riuscirebbe in quanto il numero 14 azzurro è legatissimo alla città, non solo per quello che ha fatto vedere in campo, ma anche perché ha chiamato il suo primogenito Ciro, nome che i tifosi azzurri hanno dato a lui stesso. Dal punto di vista tecnico, il belga, ormai trentacinquenne, è ancora integro, in questa stagione ha collezionato 37 presenze con 13 gol e 2 assist, quindi può dare ancora tanto alla causa partenopea, ma soprattutto Mertens ha peso nello spogliatoio a livello caratteriale. È un leader indiscusso in mezzo a molti calciatori che in personalità hanno tutto da imparare dal belga, insomma De Laurentiis deve fare un sacrificio e regalare ai tifosi azzurri il rinnovo contrattuale del belga, perché questa volta il gioco dello scaricare le responsabilità non sta affatto funzionando.

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